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A Vicenza, in un contesto architettonico di grande nobiltà, un fastoso palazzo barocco consente
la conoscenza dei propri tesori d'arte. Il suggestivo viaggio culturale all'interno del palazzo e delle
collezioni testimonia il profondo legame che unì Venezia e l'entroterra veneto alla civiltà dell'Oriente
slavo e bizantino. In un singolare percorso museale, accanto alla testimonianza evocativa di alcuni
capolavori della pittura veneta, le Gallerie di Palazzo Leoni Montanari espongono il cuore di
una collezione di antiche icone russe, espressione rara ed emozionante di spiritualità, arte,
cultura, storia.
Il palazzo prende il nome dalla famiglia Leoni Montanari che nella seconda metà del 1600 aveva
raggiunto una solida posizione economica con la produzione e il commercio dei tessuti. In quegli stessi
anni erano alla ricerca di una promozione sociale e chiedevano alla municipalità vicentina di
essere accolti nel ceto nobiliare. La costruzione del palazzo serviva dunque a fornire una testimonianza
delle aspirazioni della famiglia e del nuovo ruolo che ambivano a ricoprire nella vita cittadina.
Nel 1678 Giovanni Leoni Montanari decise di far erigere una grande residenza, nello stesso luogo dove
la sua famiglia possedeva alcuni stabili, usati non soltanto come abitazione, ma anche come laboratorio
di filatura della seta. Queste vicende determinarono le peculiarità stilistiche dell'edificio.
Il palazzo è l'unica residenza dichiaratamente barocca di Vicenza, che volle sempre rimanere fedele
allo stile artistico classicista del suo figlio prediletto, Andrea Palladio. Il linguaggio architettonico
estraneo al tessuto urbano vicentino evidenzia il distacco dai gusti conservatori dell'aristocrazia locale.
La costruzione, avvenuta in due fasi distinte, fu ultimata nel secondo decennio del settecento. Annovera
artisti di eccezione come il pittore Giuseppe Alberti, Luis Dorigny e lo scultore Angelo Marinali.
I temi delle decorazioni sono tratti dalla mitologia greco-romana. Nel 1808 il palazzo divenne proprietà del
conte Girolamo Egidio, archeologo dilettante e appassionato collezionista di antichità greche
e romane, il quale arricchì le decorazioni del piano nobile del palazzo con stucchi e affreschi
in stile neoclassico, stravolgendone in parte l'assetto barocco.
In tempi più recenti, attorno al 1975, il palazzo è stato oggetto di un importante restauro che
ha permesso il ripristino e la valorizzazione dei prospetti architettonici e della ricca decorazione
interna, della quale è stata in gran parte recuperata la configurazione originaria. Nel corso
degli anni '90 Palazzo Leoni Montanari è stato sede di numerose iniziative culturali come mostre,
convegni e concerti, a testimoninza di un'eredità storica e culturale di cui Vicenza si rende
degna custode.
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