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Le raccolte d'arte del Museo Civico di Vicenza iniziarono a prendere corpo nel 1820, quando l'allora Congregazione di Carità cede in deposito al Comune vicentino alcuni suoi dipinti. Successivamente le Collezioni pubbliche si accrescono con i generosi lasciti di importanti personaggi della vita dell'epoca, come Paolina Porto-Godi (1825), Gianbattista Velo (1830), Carlo Vicentini dal Giglio (1834), Gabriele Serbelloni (1841), Giampaolo Vajenti (1851). Nel 1837 Gaetano Pinali donava al Museo la sua raccolta di disegni rinascimentali di Architettura, tra i quali alcuni autografi di Andrea Palladio.

Nel 1855 le opere raccolte negli anni furono trasferite nell'attuale sede di Palazzo Chiericati. Attualmente le raccolte del Museo Civico di Palazzo Chiericati sono ordinate, fatta eccezione per il materiale ottocentesco e contemporaneo, al piano nobile del Palazzo palladiano e al secondo piano dell'adiacente ala moderna. Al piano terra, nell'ala settentrionale è invece esposta la sola collezione contemporanea Pozza-Quaretti, rappresentativa dei movimenti artistici più recenti (opere di Carrà, De Pisis, Guidi, Lincini, Maccari, Oppi, Tancredi, per ricordare i maggiori). Al piano terra trovano posto anche, nell'ala meridionale, importanti pezzi di scultura, tra cui si segnalano le due effigi di Francesco Sforza e la moglie Bianca Maria, lavoro di Alberto Maffioli di Carrara.

Il percorso museale è impostato con criteri cronologici. Inizia con una Sezione dedicata alla scultura e pittura trecentesca, in cui spiccano un Polliticio di Paolo Veneziano e frammenti di affreschi e tavole di Battista da Vicenza. Nella successiva Sezione quattrocentesca si trovano le opere dei Maestri Bartolomeo Montagna, Giovanni Buonconsiglio, Marcello Fogolino e Giovanni Speranza, assieme a capolavori di diversa provenienza, dalla "Crocefissione" di Hans Memling (pannello centrale del famoso "Trittico Van Crabbe") ad opere di Scuola lombarda e veronese. Per il Cinquecento, il Museo annovera lavori dei grandi artisti che il mondo intero ammira e ci invidia: Paolo Veronese, Jacopo Tintoretto, Lorenzo Lotto, Giannantonio Fasolo, Battista Zelotti, Jacopo Bassano.

Il Seicento è rappresentato anzitutto dai Maestri locali Francesco Maffei e Giulio Carpioni, ai quali si uniscono testimonianze validissime di Luca Giordano, del Saraceni, dello Zanchi, di Pietro e Marco Liberi, del Bellucci e del Dorigny. Ad essi si aggiungono capolavori quali la celebre tela "Le Età dell'Uomo" di Van Dyck, la "Madonna dei Velluti" di Bruegel, l'"Erodiade" di Francesco del Cairo. Del Settecento veneto sono invece le tele di Francesco e Giambattista Pittoni, di Giambattista Piazzetta, dei due Tiepolo, Giambattista e Giandomenico, padre e figlio che a Vicenza hanno composto alcune delle loro impareggiabili creazioi artistiche.

Altri esempi di prestigiose opere esposte sono quelli riconducibili ai temi delle "vedute" e delle "nature morte" settecentesche (Zais, Margerita Caffi, Rosa da Tivoli, Jacob Victor). Ai dipinti si aggiungono poi sculture e bozzetti dei Marinali, del Bendazzoli e alcuni pezzi di arredamento d'epoca. da vedere anche i quattro importanti Mappamondi seicenteschi, due dei quali del Coronelli.

Museo Civico e Pinacoteca di Palazzo Chiericati, piazza Matteotti, 39 Tel. 0444/325071-321348. Aperto al pubblico da martedì a sabato 9.00-12.30 e 14.30-17.00 domenica 9.30-12.30, chiuso il lunedì.


Palazzo Chiericati

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