Ampi e verdi spazi pubblici, delimitati in bellissimi parchi e giardini, rendono Vicenza una città piacevolmente
vivibile. Il più vasto e per molti versi più frequentato dai vicentini è senza
dubbio
Campo Marzo, di antichissima proprietà comunale, formato da vasti prati e viali
alberati, luogo dincontro e di passeggiate a ridosso della stazione ferroviaria, recentemente
oggetto di una ristrutturazione che ne ha in parte trasformato loriginaria disposizione.
Fu proprio la stazione ad interrompere, quando fu costruita, la continuità tra Campo Marzo e Monte
Berico, che fino alla metà dellottocento costituiva ununica grande distesa verde,
che si estendeva sino al fiume Retrone.Fu il governo austriaco, con una decisione infelicissima per il
paesaggio, a scegliere proprio quella zona, nel 1844, per la costruzione della
"strada ferrata" che
congiungesse Vicenza a Padova.
Lanno successivo partì il primo convoglio, tra il tripudio della gente, e a distanza di
un altro mese fu inaugurato anche il collegamento con Venezia, con una sbuffante locomotiva nera accolta
dai vicentini con incredibile entusiasmo.
Sulle origini del nome Campo Marzo, è stata disputa aperta nei secoli: una dele interpretazioni
fa risalire al termine dialettale
"marso", che indicava una zona umida, marcia, paludosa
a causa delle frequenti piene del Retrone. Percorrendo Viale Roma, aperto nel 1870 come biglietto da
visita di presentazione per chi arrivava a Vicenza in treno, e attraversato Piazzale de Gasperi, si giunge
ai
Giardini Salvi, altro parco vicentino, meno esteso del precedente, ma sempre degno di interesse.
Aperto al pubblico nel 1522, e lambito su due lati dalla Seriola, un corso dacqua ancor oggi attraversato
da un ponticello di legno, il giardino fu trasformato nellottocento in parco allinglese.
La monumentale porta su Piazzale De Gasperi, del 1645, delimita uno dei due ingressi al giardino, mentre
laltro si situa sul lato opposto. Due elementi lo completano: la loggetta in stile palladiano e
la seicentesca Loggia del Longhena, che nelle intenzioni del committente Gian Luigi Valmarana, figlio
di quel Leonardo che progettò il giardino, avrebbe dovuto diventare luogo di riunione di dotti
accademici.
Rimasto chiuso per un paio di secoli, il giardino fu riaperto ai vicentini nel 1909.
Di notevole estensione (120.000 mq.) e luogo amato dai vicentini per manifestazioni e passeggiate allaria
aperta è un altro grande parco cittadino,
Parco Querini. Compresa tra il fiume Bacchiglione
e un piccolo torrente, lAstichello, questa area, anchessa di proprietà comunale, era
anticamente il giardino di palazzo Capra Querini ed è particolarmente ricca di verde e di piante.
Al suo interno, un viale fiancheggiato da statue conduce ad un isolotto in uno stagno, e sulla piccola
collina il tempietto classico di Antonio Piovene, datato 1820, è edificato su colonne ioniche
che sorreggono la cupola.
Orari di apertura e chiusura di Parco Querini
Gennaio: 8.00 - 17.00
Febbraio: 800 - 17.30
Marzo: 8.00 - 19.00
Aprile: 7.30 - 20.00
Maggio: 7.00 - 21.00
Giugno / Luglio: 7.00 - 21.00
Agosto (dal 1 al 15): 7.00 - 21.00
Agosto (dal 16 al 31): 7.00 - 20.30
Settembre (dal 1 al 15): 7.00 - 20.00
Settembre (dal 16 al 30): 8.00 - 19.00
Ottobre (dal 1al 15): 8.00 - 19.00
Ottobre (dal 16 al 31): 8.00 - 18.30
Novembre / Dicembre: 8.00 - 17.00
L'ingresso "Porta del Papa" di Contrà Chioare verrà chiuso 15 minuti prima dell'orario di chiusura.
L'ingresso "Principale" di Viale Rumor è chiuso per lavori di manutenzione in seguito all'alluvione.
Per eventuali segnalazioni contattare il Settore Sport - Piazzetta S. Biagio, 1 - tel. 0444/222152
Servizio di sorveglianza, custodia e pulizia "Pantere" - tel. 0444/965113 - cell. 349.6400876
(Fonte: Comune di Vicenza - ultimo aggiornamento 12 giugno 2012)
Chi desidera immergersi nel verde di un parco e al tempo stesso dominare Vicenza dallalto, può visitare
il parco di Villa Guiccioli, che accoglie il Museo del Risorgimento e della Resistenza. Con una
rapida passeggiata dal Piazzale della Vittoria, antistante la Basilica di Monte Berico, si giunge in
questa area molto ampia dotata di piante secolari e vialetti in sali-scendi. Il luogo assunse rilevanza
storica perchè nel giugno del 1848 undicimila patrioti vicentini, ai quali si era unito Massimo
dAzeglio, combatterono con ogni mezzo lattacco degli austriaci per difendere limportante
posizione strategica.
La battaglia volse in favore delle truppe straniere, ma ai vicentini fu riconosciuto lonore delle
armi e la bandiera della città ottenne la medaglia doro. Allinterno del Museo sono
custoditi preziosi oggetti storici del Risorgimento e della prima Guerra Mondiale, combattuta anche sul
non lontano Altopiano di Asiago, con documenti riguardanti la resistenza e i partigiani.