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Vicenza possiede una antica tradizione anche per quanto riguarda i ponti, alcuni dei quali risalgono ad epoche lontane nel tempo. Uno di questi è senza dubbio Ponte Pusterla, il cui nome significa piccola porta, antichissima struttura a tre archi in origine fabbricata in legno, sostituito poi nel 1231 con la pietra. Qui si trovava una porta d’ingresso alla città, ritenuta però di secondaria importanza, e abbattuta nel 1820 per facilitare i collegamenti con il centro della città. Restaurato nel 1444 e ancora nel 1640, il ponte fu allargato nel 1928 per esigenze di traffico, sul lato destro arretrando la casa Rumor e sul sinistro prolungandone la base.

Nelle vicinanze di Piazza Matteotti e di Palazzo Chiericati, si trova un altro importante ponte vicentino, Ponte degli Angeli. Palladio, che ricorda il ponte come romano, tra il 1555 ed 1560 ne aveva predisposto un progetto di restauro.
Alcuni secoli dopo, nel 1889, il manufatto fu completamente demolito perchè ritenuto ostacolo allo scorrere del fiume Bacchiglione, e sostituito con una struttura in ferro che collegò le due sponde fino al secondo dopoguerra, dopodichè il ponte fu rafforzato con cemento armato.

Una delle più suggestive immagini di Vicenza si può ammirare da Ponte Furo: il fiume Retrone che si snoda attraverso gli edifici e sullo sfondo la Basilica affiancata dalla Torre cittadina. Nel punto in cui la Seriola confluisce nel Retrone, passavano le mura della prima cinta medioevale duecentesca; qui un tempo esisteva la Barriera Eretenia, uno degli ingressi più importanti della cinta che delimitava la città, ove le barriere del dazio, abolite nel 1930, esercitavano il diritto di gabella.

Nell’antichissimo quartiere delle Barche, oggi completamente ristrutturato, si trova il più antico dei ponti vicentini, il Ponte Romanico, con tre archi sostenuti da pilastri a grossi blocchi di pietra, mentre a poca distanza sorge Ponte San Michele, costruito nel seicento sul modello dei ponti veneziani. Da qui si osserva il Retrone che lambisce le vecchie case del suggestivo Rione Barche. Il nome deriva dal convento e dalla chiesa romanico-gotica di San Michele, il primo ricco di arte ed eretto nel duecento dai frati agostiniani, purtroppo demolito nel secolo scorso per dare nuovi spazi alla città, la seconda distrutta invece in epoca napoleonica.

In passato, ove ora sorge Ponte San Paolo, c’era un ponte romanico di cui non rimane nulla. Recentemente, dopo una piena del fiume affiorarono in superficie alcuni resti in un primo tempo attribuiti alla costruzione romana, ma in seguito riconosciuti come "gli approdi", cioè gli scivoli di carico e scarico usati dalla imbarcazioni che risalivano il Retrone e trasportavano le merci fin sotto il Ponte San Paolo, attiguo alla zona in cui si svolge il mercato cittadino. Storicamente, sembra che questi scivoli risalgono all’epoca medioevale e che abbiano avuto grande importanza per Vicenza, dove il trasporto fluviale era molto in uso fino al 1700.

Il Ponte Novo, in origine Ponte delle Convertite per la sua vicinanza ad un monastero in cui venivano accolte giovani donne desiderose di avvicinarsi alla vita religiosa, di recente ristrutturato, collega la parte nord della città con la zona di Corso Fogazzaro. Fino ad alcuni decenni orsono, quando le acque del fiume erano meno sporche ed inquinate, i giovani vicentini usavano tuffarsi da questo ponte per un bagno.


Ponte San Michele

Il Ponte delle Barche

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