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Il Veneto vanta una secolare tradizione romantica, nella quale trovano spazio due città il cui nome è per antonomasia legato al romanticismo, la Verona di Giulietta e Romeo e la Venezia della laguna. Ma anche Vicenza offre numerosi scorci e panorami in cui cuore e sentimento fanno rima con cultura, arte e buona cucina.
Dai Castelli di Montecchio Maggiore a quelli di Marostica, senza dimenticare il Ponte degli Alpini o il panorama di Monte Berico, ecco una serie di percorsi ìdel cuore" da fare in coppia o in famiglia.

Chissà quante persone al mondo sanno che la celeberrima storia d'amore tra Giulietta e Romeo, ambientata da Shakespeare nella Verona dei Montecchi e dei Capuleti, possiede origini tutte vicentine....Un nobile di Montorso, Luigi Da Porto, dal balcone della propria abitazione godeva di una splendida vista sui Castelli di Giulietta e Romeo a Montecchio Maggiore, situati in cima ad un colle l'uno di fronte all'altro: fu questo idilliaco panorama ad ispirare allo scrittore vicentino la stesura di una novella d'amore, che in seguito fu ripresa dal grande drammaturgo inglese e portata con enorme successo sulle scene di tutto il mondo.

Se si vuole ripercorrere il tracciato storico di quella immortale storia d'amore, si può arrivare in auto al Castello di Romeo, detto anche della Villa, e proseguire a piedi fino a quello di Giulietta, noto anche come di Bellaguardia, immersi in un panorama suggestivo e verdissimo, con vista sulla bella campagna vicentina e sui Monti Berici. Una visita al famoso balcone che suggerì il celebre richiamo amoroso di Giulietta a Romeo è d'obbligo, così come una cenetta romantica nel tipico ristorante annesso, che organizza frequenti serate in costume medioevale per ricreare le atmosfere di quell'epoca lontana.

Un'altra celebre storia d'amore, stavolta completamente vicentina, la si può rivivere a Marostica, anch'essa terra di castelli antichi e memorie secolari. Qui la leggenda narra che la bella Lionora, figlia del castellano Taddeo Parisio, fosse contesa tra due giovani guerrieri, Rinaldo d'Angarano e Vieri di Vallonara, entrambi desiderosi di impalmare la leggiadra fanciulla. Per non far torto a nessuno dei due, Taddeo decise di indire una gara, con l'intento preciso di non spargere sangue, anche in ricordo dell'infelicissima conclusione della storia di Giulietta e Romeo.

Così si arrivò ad una sfida di scacchi, da giocarsi sulla Piazza del Castello Inferiore il 12 settembre del 1454, stabilendo anche che il vincitore della partita avrebbe avuto in premio la mano di Lionora. La particolarità del gioco era che i pezzi sulla scacchiera erano costituiti da uomini e donne in carne ed ossa, mossi dai due contendenti, addobbati nei costumi tipici del tempo con grande sfarzo di colori e suoni, di canti, balli e fuochi. Fu Vieri a dare scacco matto a Rinaldo e a prendere in sposa Lionora, la quale in cuor suo era già innamorata di colui che sarebbe poi risultato vincitore, secondo la migliore trama del lieto fine.

In compenso, lo sconfitto Rinaldo si consolò sposando Oldrada, la sorella minore di Lionora, e tutti vissero, sembra, felici e contenti....... Tutta la storia rivive ancora oggi, come noto, nella celebre Partita a Scacchi che ogni due anni in settembre riporta Marostica in piena atmosfera medioevale: il matrimonio, la festa del Castello, le luminarie e i figuranti in costume fanno da cornice ad una festa di nobili e antiche tradizioni, la cui la vena romantica mantiene immutato il proprio fascino secolare. Tipica cittadella murata, Marostica è un gioiellino di arte e di storia, con il suo Castello Inferiore, la sua Piazza disegnata a scacchiera, le sue stradine selciate che dal centro si arrampicano sul colle Pausolino. In alto poi, il Castello Superiore domina la pianura vicentina con vista maestosa sul vicino Altopiano di Asiago, un vero spettacolo per gli occhi e un balsamo per il cuore......

Vicenza e la sua provincia sono note nel mondo per la cospicua presenza sul territorio di sontuose ville in stile classico, molte delle quali progettate dal grande architetto Andrea Palladio e altre comunque ispirate alla sua geniale vena creativa.
Suggerire un Itinerario storico-artistico per le ville Palladiane è cosa fin troppo ovvia, ma qui vogliamo invece proporre un aspetto diverso di questo ìtour" ideale, stavolta con l'occhio del cuore.

Un' idea romantica che trova la sua più concreta attuazione nel thienese, a Lonedo di Lugo, dove sorgono due tra le più belle ville palladiane, la Godi Malinverni e la Piovene Porto Godi. Villa Godi Malinverni fu la prima ad essere edificata dal Palladio e ospita una galleria di pittori dell'800 ed un museo fossile, oltre agli affreschi preziosissimi dello Zelotti, di Battista Del Moro e Gualtiero Padovano.
La villa fu teatro nel 1954 del film "Senso" di Luchino Visconti, pellicola romantica e passionale per eccellenza, un proscenio ideale, ricco di alberi secolari e giardini all'italiana, che infonde un senso di austera classicità. Le scuderie e le stalle restaurate ospitano anche un tipico ristorante in stile rustico.

Villa Piovene Porto Godi, che fu solo iniziata dal Palladio e completata dal Muttoni, esprime forse ancora meglio l'aura romantica delle ville vicentine con lo splendido giardino antistante e il parco con le grotte naturali, progettato da Piovene all'inizio del XIX secolo e ricco di incantevoli piante secolari, l'ideale per un week end a due. La si raggiunge a piedi dopo una breve salita tra muretti coperti di edera, con un panorama circostante davvero meraviglioso, l'Altopiano di Asiago sullo sfondo e un intenso verde tutto intorno. All'ombra di un cipresso c'è un angolino di grande richiamo per anime raffinate, con una lapide che ricorda lo scrittore vicentino Guido Piovene, incisa con le sue stesse parole.

Più in generale, comunque, è tutto il comprensorio tra Lugo, Fara e Zugliano ad essere, specialmente nella stagione primaverile e in quella di inizio estate, un vero e proprio spettacolo per la vista e un balsamo per il cuore, con scorci paesaggistici di un'intensità cromatica impareggiabile. E ancora in tema di leggende romantiche, dopo quella mitica di Giulietta e Romeo, e quella della bella Lionora, vale la pena di ricordarne un'altra, forse meno conosciuta ma sicuramente altrettanto intensa e struggente, la quale ci suggerisce un altro Itinerario romantico.

E' la leggenda dei "Nani"e della principessa Layana, giovane e sfortunata fanciulla alla quale un destino avverso aveva negato la possibilità di amare. Nana fin dalla nascita, la giovane era stata rinchiusa pietosamente nella Villa (detta Valmarana ai Nani) e circondata da servitori nani, per non farle conoscere la tragedia del suo triste destino. Un brutto giorno però Layana si avventurò sull'alto muro di cinta della villa, e vide passare un bellissimo principe a cavallo di un bianco destriero. Presa coscienza della sua realtà, la ragazza si gettò nel vuoto per la disperazione, e i nani suoi fedeli servitori, per il dolore rimasero pietrificati, così come sono ancora oggi le statue sul muro della villa.

Villa Valmarana ai Nani, con la classica passeggiata dalla spianata del Cristo, attraverso la romantica e silenziosa stradella San Bastian, era tradizionalmente dedicata ai fidanzati che celebravano il loro amore e la nuova stagione, l'ultima domenica di febbraio o la prima di marzo. La foresteria si affaccia sulla Valletta del Silenzio, in un panorama mozzafiato.Poi, seguendo la suggestiva stradella Valmarana, si arriva alla Rotonda, capolavoro del Palladio, e luogo ideale per la fine, o anche l'inizio, di un romantico Itinerario in coppia.

Ponte San Michele

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