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Simbolo della civiltà e raffinatezza della sua epoca, e testamento immortale del genio della
sua opera, le ville che Andrea Palladio progettò, alcune delle quali celebri in tutto
il mondo, sono sparse in tutto il territorio veneto e non solo nella città e provincia berica.
Il concetto stesso di "villa", sia dal punto di vista architettonico, che storico-sociale,
rappresenta una chiave di lettura della storia umana attraverso i secoli.
Nellantica Roma esse erano un luogo di pace e di raffinati ritrovi per i ricchi, lontano
dalla confusione della capitale, trasformate dai padroni, "domini", in veri e propri
centri di sviluppo economico e agricolo. Simile destino ebbero nel Medioevo, in cui i signori rurali
del tempo ne fecero il centro del loro predominio, attorniandole di tutte le altre attività lasciate
agli inferiori nella scala sociale. Con lavvento delletà comunale tuttavia, molti
signori dovettero loro malgrado adattarsi alla crescita economica e sociale delle città, lasciando
le residenze isolate per andare a vivere allinterno delle mura civiche.
Tra il 400 ed il 500, con la decadenza dei castelli feudali, iniziarono a sorgere un po ovunque,
e anche in Veneto, le ville precedenti alletà Palladiana, dapprima attorniate da mura di
protezione, ma poi via via sempre più libere e aperte al paesaggio circostante. Queste nobili
e bellissime dimore costituirono lispirazione alla cui fonte il Palladio attinse per i suoi progetti
prestigiosi, unita allo studio dei classici e allapprezzamento per la scuola umanistica del pittore
veneto Mantegna.
L'elenco inizia obbligatoriamente da quella che è ritenuta unanimemente la villa più bella
e importante del Palladio, Villa Capra Valmarana La Rotonda a Vicenza, iniziata nel 1550 e ultimata
nel 1600 dallo Scamozzi, inserita di diritto nella lista del Patrimonio Mondiale dell'Unesco. Villa
Godi Malinverni, a Lonedo di Lugo, fu però la prima ad essere progettata nel 1540. Inserita
nel bel paesaggio della valle dellAstico, si avvale dellindiscussa cornice naturale che conferisce
ulteriore valore ad una realizzazione che individua già quelli che saranno i temi prediletti dal
Maestro.
La villa domina la Valle dell'Astico adagiata in un ampio pendio con un paesaggio naturale di rara bellezza.
Giardini all'inglese, statue dell'Albanese e del Marinali ornano la facciata della Villa, mentre, nella
parte posteriore, si estende il parco secolare con giardini all'italiana, piacevoli laghetti ed immensi
spazi verdi. La Villa racchiude tutti i principi dell'architetto Palladio: un corpo centrale, i paini
nobili, due ali laterali, dove si racchiudono le stanze, non di rappresentanza, ma di vita quotidiana
e le barchesse arricchite dalla colombaia.
Il corpo centrale è composto da nove saloni affrescati da Gianbattista Zelotti, Battista del Moro
e Gualtiero Padovano e perfettamente arredati con mobili originali del '600 e del '700 italiano, e dalla
Loggia dalla quale si può godere di una splendida vista sulla vallata. Il piano nobile del corpo
centrale della villa è composto da una loggia con una splendida vista e da nove saloni affrescati
da grandi autori quali: Gianbattista Zelotti, Battista del Moro e Gualtiero Padovano. Inoltre le sale
sono perfettamente arredate con mobili originali del '600 e del '700 italiano. Al piano terra si trova
il cucinone del'500, ritenuto uno dei più caratteristici di quel periodo, con la pavimentazione
ancora originale.
Tra il 1540 ed il 1550 allarchitetto furono commissionate altre tre ville: la Gazzotti Grimani
Curti a Bertesina, la Thiene a Quinto vicentino e la bellissima residenza Pisani Ferri, a Bagnolo di
Lonigo, dotata di enormi barchesse per il deposito delle coltivazioni di riso. A Bassano del Grappa c'è Villa
Angarano Bianchi, a Meledo di Sarego Villa Arnaldi e Villa Trissino, quest'ultima rimasta poco più di
un un progetto sulla carta: acclamata dalla critica come una delle idee più affascinanti di tutti
i tempi, non fu mai realizzata, eccezion fatta per una colombara ed un frammento di barchessa. AVancimuglio
di Grumolo delle Abbadess c'è e Villa Chiericati Porto Rigo, a Montecchio Precalcino Villa Forni
Cerato, a Molina di malo Villa Porto Thiene, ad Agugliaro Villa Saraceno, restaurata egregiamente
dopo anni di abbandono da una società inglese e per questo ribattezzata "The Landmark
Trust", a Vicenza Villa Trissino Trettenero: si narra che il grande mecenate vicentino
Giangiorgio Trissino acquistò la villa e la fece restaurare, notando per la prima volta il genio
di Andrea Palladio e prendendolo sotto la sua ala protettrice.
Villa Caldogno è datata 1570 e dello stesso periodo sono Villa Saraceno di Agugliaro e
Villa Pojana di Pojana Maggiore, mentre Villa Valmarana Bressan di Monticello C.Otto è opera
attribuita al palladio e fatta risalire al 1541. Villa Valmarana Scagnolari a Bolzano Vicentino risale
al 1563, mentre Villa Repeta Bressan di Campiglia dei Berici fu iniziata dal Palladio nel 1567, distrutta
da un incendio e riedificata nel 1672. A Lonedo di Lugo c'è la bellissima Villa Piovene Porto
Godi, non lontana dalla Godi Malinverni.
Al di fuori del vicentino, Palladio realizzò Villa Pisani a Montagnana, Villa Thiene a
Villafranca Padovana e Villa Cornaro a Piombino Dese. Nel veneziano troviamo Villa Foscari a Mira, detta
anche "La Malcontenta". Villa Badoer è a Fratta Polesine, Vila Serego è a
santa Sofia di Pedemonte nel veronese, mentre in territorio trevigiano ci sono Villa Emo a Fanzolo di
Vedelago, Villa Zeno a Cessalto e Villa Barbaro a Maser. Quest'ultima esprime a tinte forti latmosfera
di classicità e raffinatezza che ne fa uno degli esempi più alti dellopera palladiana.
Costruite in epoche successive da altri architetti, ma dotate di uno stile che richiama immediatamente
limpronta palladiana, sono altre due splendide dimore vicentine, Villa Trissino Marzotto a Trissino,
del Muttoni, e Villa Cordellina Lombardi a Montecchio Maggiore, del Massari. Ma il capolavoro
sommo dellarte palladiana applicata alle dimore private, quello che viene riconosciuto nel mondo
come lesempio più alto, è senza dubbio La Rotonda.
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