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A Vicenza, in un contesto architettonico di grande nobiltà, un fastoso palazzo barocco consente
la conoscenza dei propri inimitabili tesori d'arte, custoditi nelle meravigliose sale settecentesche.
Il suggestivo viaggio culturale all'interno del palazzo e delle sue collezioni testimonia il profondo
legame che unì nel passato la cultura di Venezia e dell'entroterra veneto alla civiltà dell'Oriente
slavo e bizantino. In un singolare percorso museale, accanto alla testimonianza evocativa di alcuni
capolavori della pittura veneta del XVIII secolo, le Gallerie di Palazzo Leoni Montanari espongono
nei fastosi interni il cuore di una collezione di antiche icone russe, espressione rara ed emozionante
di spiritualità, arte, cultura, storia. Nel 2002 le Gallerie hanno inaugurato il prezioso ciclo
progettuale restaurativo "Restituzioni", a testimonianza del ricchissimo patrimonio
artistico vicentino, che include dipinti del Tiepolo, del Veronese, del montagna e del Bergognone.
Il palazzo prende il nome dalla famiglia Leoni Montanari che nella seconda metà del 1600 aveva
raggiunto una solida posizione economica con la produzione e il commercio dei tessuti. In quegli stessi
anni erano alla ricerca di una promozione sociale e chiedevano alla municipalità vicentina di
essere accolti nel ceto nobiliare. La costruzione del palazzo serviva dunque a fornire una testimonianza
delle aspirazioni della famiglia e del nuovo ruolo che ambivano a ricoprire nella vita cittadina.
Nel 1678 Giovanni Leoni Montanari decise di far erigere una grande residenza, nello stesso luogo dove
la sua famiglia possedeva alcuni stabili, usati non soltanto come abitazione, ma anche come laboratorio
di filatura della seta. Queste vicende determinarono le peculiarità stilistiche dell'edificio.
Il palazzo è l'unica residenza dichiaratamente barocca di Vicenza, che volle sempre rimanere fedele
allo stile artistico classicista del suo figlio prediletto, Andrea Palladio. Il linguaggio architettonico
estraneo al tessuto urbano vicentino evidenzia il distacco dai gusti conservatori dell'aristocrazia locale.
La costruzione, avvenuta in due fasi distinte, fu ultimata nel secondo decennio del settecento. Annovera
artisti di eccezione come i Paracca, famiglia rinomata di stuccatori e scultori, il pittore Giuseppe
Alberti, Luis Dorigny, lo scultore Angelo Marinali. I temi delle decorazioni sono tratti dalla
mitologia greco romana. Nel 1808 il palazzo divenne proprietà del conte Girolamo Egidio, archeologo
dilettante e appassionato collezionista di antichità greche e romane, il quale arricchì le
decorazioni del piano nobile del palazzo con stucchi e affreschi in stile neoclassico, stravolgendone
in parte l'assetto barocco.
Nella seconda metà degli anni settanta il palazzo è stato oggetto di un importante restauro
che ha permesso il ripristino e la valorizzazione dei prospetti architettonici e della ricca decorazione
interna, della quale è stata in gran parte recuperata la configurazione originaria. Nel corso
degli anni '90 Palazzo Leoni Montanari è stato sede di numerose iniziative culturali come mostre,
convegni e concerti, a testimoninza di un'eredità storica e culturale di cui Vicenza si rende
degna custode.
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