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 L'alto vicentino   www.guide.vicenza.com

Adagiato su un vasto territorio di tre ampie vallate, l'Alto vicentino è l'anello di congiunzione tra i monti dell'Altopiano di Asiago e la pianura. Un'area economicamente molto avanzata,che ha pero' mantenuto inalterate la bellezza dei suoi paesaggi e la vivacità delle tradizioni.

Schio, Thiene e Valdagno, tre centri importantissimi per l'economia vicentina, sono i "capoluoghi" di altrettante aree ricche di bellezze e di itinerari da scoprire. Ai piedi dell'incantevole anfiteatro delle Piccole Dolomiti si apre una bellissima zona collinare verde e boscosa, suddivisa nelle tre valli del Leogra, dell'Agno e del Chiampo. Nei paesini e nelle contrade si coglie appieno il carattere genuino di queste vallate: un ambiente con una natura ricca e quasi intatta, che offre un'innumerevole serie di diverse soluzioni agli amanti delle escursioni e della montagna, sui monti attorno a Chiampo o a Recoaro, o ancora sul Pasubio. In questo distretto l'economia vicentina, settore orafo a parte, trova due dei suoi pilastri di sostegno, il tessile e il conciario.

Presenti sul territorio da secoli, queste lavorazioni si sono particolarmente evolute negli ultimi anni, rappresentando oggi un punto di riferimento a livello mondiale, con un export di tutto rispetto.Se Arzignano e Chiampo sono le roccaforti della pelle, Schio e Valdagno lo sono per l'arte laniera. Nella città scledense la tradizione della lana risale al 1100, e nell'800 nacque la prima Lanerossi, maggiore azienda italiana del settore, mentre nel valdagnese le industrie Marzotto hanno creato un vero e proprio impero industriale.

Si esce da Vicenza con la S.S.11 in direzione Verona e si imbocca la 246 verso Montecchio Maggiore, con la presenza dei Castelli di Giulietta e Romeo che rievocano l'arcinota vicenda shakespeariana. Nonostante l'opera del maestro inglese fosse ambientata in terra veronese, numerosi documenti riferiscono dell'esistenza di uno scrittore vicentino, Luigi Da Porto, che per primo raccontò la storia di un amore contrastato tra due giovani, e che viene considerato l'autore della novella di Giulietta e Romeo, con le contrapposte fazioni dei Montecchi e dei Capuleti. Oggi quelle atmosfere antiche rivivono nell'ambientazione di un ristorante tipico ricavato all'interno del Castello appartenuto a Giulietta Capuleti, dove si tengono feste in costume d'epoca, con musicisti, giullari, dame e cavalieri.

Di notevole pregio, sempre a Montecchio, è la Villa Cordellina Lombardi, dimora settecentesca in stile palladiano e costruita da Giorgio Massari, con affreschi di Giambattista Tiepolo. Vicina a Montecchio è Arzignano, capitale dei settori elettromeccanico e conciario, dominata dal castello scaligero, una fortezza in stile medioevale, con una cinta muraria di 800 metri e 10 torri. La città del grifo è sede del gruppo canoro alpino dei Crodaioli, fondato nel 1958, e soprattutto è il perno del cosiddetto "triangolo della pelle", che comprende i comuni di Chiampo, Trissino, Montorso, Zermeghedo e Montebello: sui 90 mila abitanti della zona, ben 7 mila ci lavorano, distribuiti in 600 aziende di varie dimensioni.

A Trissino si trova Villa Trissino Marzotto, formata da due edifici, uno dei quali costruito da Francesco Muttoni, con il suo famoso Belvedere, un salottino all'aperto dal quale si può ammirare un incantevole panorama a strapiombo sul pendio sottostante. Nei pressi incontriamo anche Castelgomberto, con il Palazzo Trissino e Villa Piovene Porto Da Schio, e Cornedo, nel cui territorio si organizza una importante mostra dell'artigianato della Valle dell'Agno.

Da Cornedo in pochi minuti si arriva a Valdagno, sede di una fiorente industria laniera, con la presenza di alcuni monumenti importanti come Palazzo Festari, sede dell'amministrazione e del Museo Paleontologico, e del Castello di Panisacco in località Maglio di Sopra. Valdagno è legata a doppio filo al nome della dinastia Marzotto, non solo dal punto di vista economico, ma anche da quello sociale e urbanistico: la "città sociale" fu fatta costruire da Gaetano Marzotto tra il 1927 ed il 1946 con oltre mille alloggi dotati di un complesso di servizi.
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Il Duomo di Chiampo

La valle dell'Agno

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