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Una cornice naturale di rara bellezza
La bellezza paesaggistica di Recoaro Terme e delle Piccole Dolomiti nasce dal felice incontro di geometrie
opposte: il mondo verticale delle guglie dolomitiche si oppone a quello orizzontale degli altopiani della
Lessinia, dei Sette Comuni, e della grande pianura. Il vicino Pasubio vive nel ricordo della Grande Guerra.
Sui monti che circondano la cittadina termale è presente una flora particolarissima. Le cime delle
Piccole Dolomiti, assieme a quelle del Monte Baldo, del Pasubio, del Summano, sfuggirono, perchè emergenti,
alle grandi glaciazioni dell’ Era Quaternaria e ospitano ancor oggi varietà botaniche preglaciali.
Grande interesse riveste anche il patrimonio faunistico dell’ area: è infatti possibile
ammirare il volo del rondone alpino, del falco e della poiana, oppure quello del gallo forcello che vagabonda
sui valloni selvaggi. E grande sarà la gioia se capiterà di vedere una coppia di aquile
volteggiare nell’ azzurro del cielo. Tuttavia, ciò che ha reso celebre nel mondo la cittadina
di Recoaro Terme, è la sua ricchezza di acque medicamentose. Ancor oggi le acque minerali costituiscono
la sua principale attività economica, affiancata da una moderna e fiorente industria turistico-alberghiera.
Le Acque minerali
La scoperta delle fonti risale alla fine del 1600 ed il loro sfruttamento ebbe inizio verso la metà del
secolo successivo. Ben nove sono le fonti, cinque delle quali, le più importanti, hanno sede nello
stabilimento centrale. Caratteristica comune delle acque di Recoaro è quella di essere bicarbonato-alcaline,
ma è di notevole importanza il fatto che tra esse vi sia un’ acqua oligominerale, la Lora,
che può a buon titolo essere considerata un’ acqua medicinale, con specifiche indicazioni
nelle calcolosi renali e sindromi iperuricemiche. Le altre quattro appartengono al gruppo delle minerali,
a più elevato residuo fisso.
L’ acqua Lelia, è particolarmente ricca di ferro ed è quindi utile in tutti i casi
in cui sia richiesto un apporto aggiuntivo del metallo, nelle anemie ferrocarenziali in genere. L’ acqua
Lora trova a sua volta indicazione corretta in talune patologie digestive, in paricolare nelle gastriti
e colecistopatiche non calcolose ed in genere nelle dispepsie epatobiliari. L’ acqua Amara per
il suo contenuto aggiuntivo di solfato di magnesio viene usata nei casi di stipsi cronica. La Nuova,
infine, ha spiccate analogie con la Lora. La presenza del litio nelle acque medio minerali delle sorgenti
Giuliana, Capitello ed Aureliana le rende adatte nel trattamento delle neurosi ansioso-depressive.
Le terapie dell'acqua
Recoaro Terme ha il privilegio di possedere un complesso termale di alta potenzialità, dotato
di una preparata equipe sanitaria e delle più moderne attrezzature mediche e fisioterapiche, ed è quindi
in grado di offrire garanzie di prestazioni assai valide durante tutto l’arco della cura. Come
già accennato prima, sono presenti nove tipi diversi di acque minerali che, prese per bibita,
svolgono proficua e favorevole attività in varie malattie del fegato e delle vie biliari e digestive.
L’acqua oligominerale, la Lora è, inoltre, indicata per le terapie renali. Altri tipi di
terapie, praticate presso le Fonti centrali, integrano attivamente le cure idropiniche: Le cure inalatorie
Risultano efficaci nelle malatie delle vie respiratorie (sinusiti, faringiti, tonsilliti, tracheiti,
bronchiti, asma bronchiale e allergica).
La balneoterapia Ha effetti benefici nelle malattie della pelle, negli stati post-traumatici della muscolatura
e delle articolazioni, nei reumatismi cronici e nelle nevriti. La fangatura d’ocra E’ un
deposito spontaneo delle acque minerali; è indicata nella cura delle epatopatie, colecistopatie
ed è utile nelle malattie delle articolazioni e dell’ apparato locomotore.
Nascita e sviluppo del centro termale
Il conte vicentino Lelio Piovene nel 1689 cominciò ad interessarsi ad una sorgente, ricca di gas,
dal sapore gradevolissimo, contenente ferro, già conosciuta ed apprezzata dagli abitanti di questo
incantevole luogo delle Prealpi venete: quell’acqua era detta “acqua miracolosa di Sant’Antonio”.
Dal giorno in cui il conte la scoprì, portandola al di fuori dei confini del paesino, le proprietà terapeutiche
di quell’acqua cominciarono ad essere conosciute un po’ ovunque. Nel 1752 il Governo della
Serenissima Repubblica di Venezia la dichiarò sorgente pubblica e a disposizione di tutti i suoi
cittadini. Nel 1780 fu costruito l’edificio delle Fonti e fu creato il primo centro Termale della
Repubblica Veneta. Recoaro fu frequentata dal bel mondo austro-ungarico fino al 1866 (passaggio del Veneto
al Regno d’Italia) e poi dalla borghesia italiana. In quel tempo i signori e le signore che andavano
a “passare le acque”, sono stati i primi turisti che hanno frequentato questa località.
Ancora oggi Recoaro con le sue architetture libere, gli spazi a giardino, mantiene quell’aspetto
tipico delle ”villes d’eau” molto in voga negli anni Trenta.
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