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Nel 1537 Giangiorgio Trissino, noto intellettuale e letterato vicentino
che amava lo studio dell'antichità volle progettare la propria Villa,
e per questo assunse una squadra di lavoranti e scalpellini dediti agli elementi
decorativi. Tra di essi ne notò uno in particolare, certo Andrea di
Pietro della Gondola, nato a Padova nel 1508, e, come parse subito evidente,
dotato di un notevole talento.
Trissino lo prese subito sotto la sua ala protettrice, dandogli il soprannome
classico di "Palladio" e portandolo con sè in numerosi
viaggi, incontri e convegni che lo resero ben presto uomo di mondo e profondo
conoscitore delle arti e della cultura. iniziò così la fulgida
carriera del grande architetto che ha legato il proprio nome a quello di Vicenza,
in maniera così chiara e indelebile. La sua opera, di importanza fondamentale
nella storia dell'arte e dell'architettura moderna, fa parte di una apposita
sezione del nostro portale.
Qui preme solo ricordarne l'importanza anche storica, che diede a Vicenza lo
slancio socio-culturale per divenire polo di attrazione non solo in Italia, ma
in tutta Europa, come testimoniano le visite in città di grandi studiosi
e viaggiatori da varie nazioni, in particolare dall'Inghilterra, dove il palladianesimo
ebbe grande fortuna e numerosi fautori. Succesivamente alla sua morte, avenuta
nel 1580, fu l'architetto Vincenzo Scamozzi che ne completò l'opera
rimasta incompiuta, specialmente quella del Teatro Olimpico, uno dei simboli
immortali dell'arte vicentina
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