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La profonda trasformazione vissuta da Vicenza ebbe cause ben precise. Una ristretta
cerchia di nobili famiglie di grandi mezzi e cultura, fedeli alla Serenissima
e desiderose di rendere la città degna vicina della Grande Venezia,
portarono ad una fioritura delle arti e delle idee che di lì a poco avrebbe
dato copiosi e magnifici frutti.
Superata la fase antica delle signorie gotiche e delle rendite terriere, la nuova
aristocrazia favorì un grande rinnovo delle forme architettoniche, con
la costruzione di edifici sempre più maestosi e rinnovati, che fecero
di Vicenza dapprima una sede del Rinascimento artistico e poi, finalmente,
del magnifico classicismo Palladiano.
Già verso la metà del '400 si poteva vedere il graduale abbandono
dello stile tardo-gotico con la costruzione sulla piazza principale del Palazzo
della Ragione, in seguito inglobato dalle logge della splendida Basilica Palladiana.
In quegli anni arrivano a Vicenza importanti personaggi artistici, come l'architetto
Lorenzo da Bologna, Bernardino da Milano e il grande pittore di origine bresciana Bartolomeo
Montagna, che a Vicenza trascorse quasi tutta la sua vita.
All'inizio del '500 la guerra tra Venezia e la Lega Santa coinvolse anche Vicenza.
Nel 1516 ci fu il trattato di Noyon e nel 1523 l'accordo tra lo stato Veneto
e Carlo V, che riportò tranquillità e fece addirittura arrivare
l'Imperatore d'Asburgo a Vicenza nel 1532, ospite di alcune famiglie nobili locali.
I loro nomi ancora oggi suonano familiari ai vicentini: Thiene, Angaran, Porto,
Valmarana, Capra, Chiericati, che si legarono alla costruzione di splendidi
Palazzi e bellissime Ville. |