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Dopo la caduta dell'Impero, Vicetia fu devastata e semidistrutta dai barbari,
tra i quali Attila. Si riprese e fu sede di un ducato Longobardo, divenne poi
contea sotto i Franchi. Anche Carlo Magno fu tra i visitatori del convento
di S. Felice. In corrispondenza del governo dei Vescovi imperiali, che indusse
i vicentini a dar vita nel 1164 al Libero Comune, un grande fervore edilizio
caratterizzò la città, ed è di quel periodo la costruzione
della prima cerchia di mura per la difesa del centro urbano.
La città divenne centro della Signoria di Ezzelino III° di Romano detto
il Tiranno, alla sua morte (1259) fu conquistata da Padova fino all'arrivo (1311)
degli Scaligeri. E' di allora l'ampliamento delle mura cittadine così come
sono ancora ben visibili in molti angoli della città. Nel 1404, dopo un
breve dominio dei Visconti, Vicenza entrò nella Serenissima Repubblica
di San Marco e vi rimase fino a quando Napoleone non decretò la fine
della Repubblica (1797).
Il periodo della Repubblica Veneta fu per la città il periodo della pace
e della trasformazione: durante quattro secoli di prosperità operarono
a Vicenza alcuni dei più grandi artisti del tempo (Palladio, Trissino,
Scamozzi, Muttoni, Tiepolo) e la città si arrichì di monumenti
che la rendono tutt'ora preziosa agli occhi del mondo intero, con alcune "gemme" uniche,
come la stupenda Basilica Palladiana, nello splendido salotto di Piazza
dei Signori. Al termine del dominio veneziano, Vicenza passò dapprima
agli Austriaci, dopo la caduta di Napoleone Bonaparte (1814), e successivamente
al regno Lombardo Veneto.
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