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Vicenza fu sottomessa all'Impero Asburgico fino al 1866 quando, al compimento
della prima parte del Risorgimento Italiano, entro' a far parte del Regno d'Italia.
Quello stesso anno fu il Generale Cialdini a liberare la città, che
ricevette l'importante onore di essere insignita con la medaglia d'oro al valor
militare. Il nuovo secolo che si apriva, foriero di grandi rivoluzioni in campo
economico e produttivo, portava però in sè anche i germi di grandi
sconvolgimenti sociali e culturali, ingigantiti dall'onda del progresso nascente.
Tra il 1915 e il 1918, durante la Prima Guerra Mondiale, detta anche Grande
Guerra, Vicenza fu in prima linea contro gli eserciti degli Imperi Centrali.
La città non fu toccata dai combattimenti, ma la provincia fu terreno
di battaglie aspre e sanguinose. Sulle montagne vicentine sono state combattute
battaglie fondamentali e tristemente note per l'esito finale della guerra, con
grande sacrificio di uomini di entrambi i fronti. Sul Grappa, sull'Ortigara,
e sull'Altopiano i giovani soldati italiani, lontani da casa e dal calore delle
loro famiglie, immolarono le loro vite sull'altare della Patria, per respingere
l'invasore.
iniziò allora la grande tradizione alpina italiana, che trova a
Vicenza e nella sua provincia un fortissimo baluardo, costruito su valori nobili
e duraturi, nonostante il passare dei decenni. Ad Asiago, a Tonezza e sul Pasubio,
immensi Monumenti, tributo indelebile alla memoria, che raccolti formano lo stemma
della provincia, testimoniano nei secoli l'importanza di quegli avvenimenti e
sono meta di folle di pellegrini che ogni anno li visitano.
Se trenta anni prima la città rimase pressochè intatta, con lo
scoppio della Seconda Guerra Mondiale Vicenza fu invece colpita duramente
con terribili bombardamenti, che causarono la morte di molti civili e la distruzione
di molti monumenti. Due di queste incursioni, in particolare, furono disastrose
per la città: quella del 14 maggio 1944 e quella del 18 marzo 1945, con
ingentissimi danni al patrimonio artistico. Fu il Duomo a subire i danni maggiori,
ma lunghissimo era l'elenco di tutte le strutture colpite.
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