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Una delle più importanti creazioni del Palladio, stavolta non un'opera architettonica bensì letteraria, è "I
Quattro Libri dell'Architettura" (Venezia, 1570), l'autorevole testamento architettonico del
Palladio, nel quale egli espone le sue formule per gli ordini, per le misure delle stanze, per la progettazione
delle scale e per il disegno dei dettagli. Nel Quarto Libro egli pubblicò le ricostruzioni dei
templi romani che aveva studiato più attentamente, e nel Secondo e nel Terzo libro offrì (cosa
che nessun architetto aveva fatto prima) una sorta di retrospettiva dei suoi disegni per palazzi, ville,
edifici pubblici e ponti.
Concisi e chiari nel linguaggio, efficaci nel comunicare informazioni complesse con tavole e testi, i
Quattro Libri rappresentano la più preziosa pubblicazione illustrata di architettura che si
sia avuta fino a quel momento. Ci si può rendere conto dell'intelligenza e della chiarezza
dell' interfaccia che Palladio offre ai suoi lettori se lo si confronta con i libri di architettura di
Serlio che iniziarono ad apparire dal 1537. Mentre Serlio non riporta le misure nelle tavole, ma le include
all'interno del testo, Palladio lo libera da questo appesantimento, e colloca le proporzioni direttamente
nelle piante e negli alzati.
A differenza di Serlio, egli presenta gli edifici e i loro dettagli in uno stile uniforme, rielabora
i disegni che aveva tratto da altri architetti, e riporta tutte le dimensioni in una scala metrica comune:
il piede vicentino (lungo 0,357 mm). L'architettura palladiana, con la sua base razionale, seppe trarre
dalla capacità comunicativa del libro una nuova linfa, che portò all'immensa influenza
del Palladio sullo sviluppo dell'architettura del Nord Europa, e più tardi in Nord America.
Palladio tuttavia non rivelì tutti i suoi segreti nei "Quattro libri". Egli non
ha detto con esattezza, ad esempio, come e quando forzare le sue stesse regole e neanche come usare un
disegno per generare idee e disegni nuovi partendo da un singolo schema iniziale, o perchè sia
importante fare sempre degli schemi alternativi. Non ha spiegato come disegnare un dettaglio in modo
che questo potesse essere perfetto non per un edificio qualsiasi, ma per uno in particolare, come le
finestre di Villa La Rotonda lo sono per la Rotonda.
Scrivendo i "Quattro Libri" si proponeva certo di educare, migliorare il livello generale
del disegno architettonico. Ma come tutti i bravi insegnanti e maestri, egli forse sapeva che è meglio
lasciare ai discepoli qualcosa che possano scoprire da soli. E il tempo gli ha dato ragione, come testimoniano
le opere dei suoi allievi famosi, alcuni dei quali ebbero l'onore di completare le opere solo iniziate
dal Maestro dopo la sua morte, avvenuta nel 1580.
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