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Dall'Argentina a Vicenza.
Come già avvenuto per il per il Brasile, anche un altro grande paese sudamericano, l'Argentina, è interessato
da un progetto, varato da alcune Istituzioni pubbliche e private vicentine, checome scopo quello di
per favorire l'incontro tra i figli degli ex emigranti e la nuova realtà sociale ed economica
vicentina, in grado di offrire una vasta gamma di opportunità di lavoro e di imprenditoria.
La Provincia di Vicenza, la Sezione Concia dell'Associazione Industriali di Arzignano e Italia
Lavoro, l'Agenzia del Ministero del Lavoro che si occupa di iniziative di formazione. In una fase di
grande crisi politica ed economica dell'Argentina, in pochi mesi si è creata una vera e propria
task force per dare un'opportunità a giovani discendenti di italiani e di veneti emigrati in Argentina
che desiderano tornare nella madrepatria per intraprendere un percorso di formazione e decidere poi se
trovare un impiego nel Vicentino oppure trasferire nel Paese di provenienza le professionalità acquisite.
Su 33 milioni di abitanti, in Argentina risiedono più di un milione e mezzo di italiani, che vivono
le difficoltà di uno Stato attualmente schiacciato dalla disoccupazione e dalle limitazioni finanziarie
imposte dal governo. Dall'altra parte dell'oceano, l'economia vicentina esprime un forte bisogno di manodopera
e si trova sempre più a rivolgere la propria attenzione a personale di provenienza extracomunitaria. Il
settore conciario è uno di quelli che vivono già una realtà di globalizzazione
completa, con un grande impatto dovuto alla crescita di manodopera extracomunitaria sul territorio, in
termini di servizi, case, scuole , integrazione.
Un primo protocollo d'intesa sul progetto Argentina è stato siglato ad Arzignano alla presenza
delle autorità locali e statali. La Provincia di Vicenza aveva già promosso e attivato
da tempo un progetto analogo, chiamato "Emigrazione di Ritorno", a favore della Regione
del Rio Grande do Sul in Brasile. Il Ministero del Lavoro ha stanziato fondi ingenti per queste iniziative
e l'Italia si sta muovendo in maniera molto concreta nei confronti delle comunità italiane in
uno Stato che, per numero di residenti di origine italiana, si potrebbe definire una nostra regione.
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