Achille Beltrame
Il noto illustratore della "Domenica del Corriere", nasce ad Arzignano il
19 marzo e muore a Milano il 19 febbraio 1945. Si diploma all'Accademia di
Belle Arti di Brera e collabora a lungo con la "Domenica del Corriere"
quale autore di efficaci vignette. A partire dai primi del Novecento lavora
come cartellonista presso le Officine Grafiche Ricordi. I suoi manifesti
sono caratterizzati da uno stile minuziosamente descrittivo, da
illustratore. Il suo stile, ricco di particolari e di movimento,
caratterizza la grafica della "Domenica del Corriere", il settimanale più
popolare d'Italia, dalla fondazione del periodico alla fine della
Seconda Guerra Mondiale, quando verrà sostituito da un altro illustratore
storico, Walter Molino.
Con i suoi disegni a colori, Beltrame ha raccontato e rappresentato i fatti
più importanti e più curiosi della vita: dall'avvenimento di risonanza
mondiale, al fatterello di cronaca strano o impensato, purché di attualità
palpitante. Oggi si dice: l'ho visto in tv; allora, si diceva: l'ho visto
sulla "Domenica del Corriere ".
Le tavole pubblicate, in prima e ultima pagina, sono 4.662: a cominciare
dalla guerra russo-giapponese per passare alle incoronazioni di sovrani,
rovesciamenti di troni, avvenimenti sportivi, eruzioni vulcaniche,
naufragi.
E per i fatti minori: l'autocarro travolto dal treno, il
carabiniere che rischia la vita per salvare un bambino da un cavallo
imbizzarrito, il fulmine che colpisce e incenerisce la povera casa
colonica, l'automobile che precipita da una scarpata.
Ogni volta la scena era diversa, ma Beltrame aveva un incontrastato dominio
dell'immaginazione della gente e pareva che effettivamente fosse stato
presente alla vicenda da rappresentare.
Quelle due pagine a colori erano dei
quadri: ricchi di movimento, precisi nei particolari, con una perfezione
del disegno che si riallacciava alle tradizioni ottocentesche. Beltrame
voleva essere semplicemente un cronista anche se non si mosse mai da
Milano: non vide le grandi città, i deserti, le foreste, i luoghi esotici
che rappresentò.
Dal suo studio, consultando l'archivio, riusciva, ogni settimana, ad essere
con la fantasia idealmente presente dove fosse accaduto il fatto.
Quando il
suo archivio iconografico non bastava, domandava, insisteva, faceva
chiedere il colore e la forma di questa o di quella casa. Tutti i martedì,
Beltrame arrivava in via Solferino per conoscere il tema delle
illustrazioni di copertina.
Com'era nata in Achille Beltrame la vocazione dell'illustratore? Quasi
casualmente.
Fresco degli studi di Brera, si era recato in viaggio nel
Montenegro (uno dei due soli viaggi di qualche importanza della sua vita)
dove aveva eseguito dei bozzetti sui pittoreschi costumi del Paese: questi
erano caduti sotto gli occhi di Eduardo Ximenes, allora direttore
dell'Illustrazione Italiana, che, illustratore anch'egli, aveva intuito a
straordinaria attitudine del giovane pittore, e gli aveva aperto le pagine
del suo giornale. Beltrame si fece presto notare. Il "Corriere", che aveva
progettato un settimanale d'imminente pubblicazione, lo chiamò. E così dal
primo numero dell'8 gennaio 1899 la "Domenica del Corriere" si presentò al
pubblico con la prima copertina di Beltrame che rappresentava una bufera di
neve nel Montenegro.
Alla "Domenica" Beltrame ha lavorato assiduamente,
senza mai fare vacanza, fino ai primi giorni di febbraio del 1945.
"Attraverso le immagini da lui create - scrive Dino Buzzati - i grandi e
più singolari avvenimenti del mondo sono arrivati pur nelle sperdute case
di campagna, in cima alle solitarie valli, nelle case umili, procurando una
valanga di notizie e conoscenze a intere generazioni di italiani che
altrimenti é probabile non ne avrebbero saputo nulla o quasi. Un maestro
dell'arte grafica, quindi, ma anche un formidabile maestro di giornalismo..."