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Don Albino Bizzotto
Vicentino, classe 1939, don Albino è stato ordinato sacerdote nel
1963. "Ma, devo essere sincero - ammette - la mia vita è cambiata
nel 1980". In quell'anno gli viene regalato un viaggio in America Latina.
Visita due Paesi in particolare: il Brasile e l'Ecuador. "In quel continente
- ricorda -, sono venuto a conoscenza di una realtà diversa dalla
nostra e al tempo stesso drammatica. Da quel momento non ho più potuto
dire: non so, non ho visto. E per me la pace è diventata una missione".
Tornato in Italia, scosso da quell'esperienza al tempo stesso traumatica
e illuminante, don Albino diventa promotore di una serie di attività rivolte
alla solidarietà tra i popoli e allo sviluppo. Nel 1981 organizza,
nella Padova appena uscita dagli "anni di piombo" che l'hanno colpita
duramente, un'imponente manifestazione di solidarietà a favore del
Salvador. Negli anni seguenti prende contatto con altri sacerdoti per dar
vita a un progetto nuovo che coinvolgesse tutta la Chiesa. Dopo le prime
difficoltà, riesce a trovare la solidarietà di alcuni membri
della gerarchia ecclesiastica del Triveneto. Nel 1985, a vent'anni dalla
fine del Concilio Vaticano II, viene pubblicato per iniziativa di un gruppo
di sacerdoti veneti un appello dal titolo significativo: "Beati i costruttori
di pace". Un appello nato "dalla coscienza che la pace come obiettivo,
compito e impegno è centrale per la Chiesa, se vuole essere fedele
a Cristo dentro la storia". Il documento suscita una notevole eco nell'opinione
pubblica italiana. Sono in 15mila a firmarlo, tra di essi 5mila religiosi.
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