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Paolo Lioy

Occupa un posto di rilievo nel mondo culturale italiano; ha fatto parte tra l'altro della Reale Accademia Pontaniana di Napoli, della Società Geologica Italiana, dell'Istituto Geologico di Vienna, dell'Istituto Filotecnico Nazionale, del Regio Istituto veneto di scienze, lettere ed arti, fu ufficiale dell'ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro e Commendatore della corona d'Italia. Nel 1905, con regio decreto, viene nominato Senatore del Regno. Paolo Lioy fu un vero poeta della scienza: pur restando scrupolosamente ligio alle verità scientifiche, seppe essere scrittore brillante che innamora e seduce con la potenza della parola e la bellezza delle descrizioni. Le sue opere, numerosissime e sempre esaurite in tutte le edizioni e le ristampe, si leggono ancor oggi da tutte le persone colte. Nei suoi scritti traspare come egli amasse, più che la vita cittadina, con le sue noie, i suoi formalismi e le sue artificiosità, la campagna, i monti, il piccolo lago di Fimon, le maestose prealpi vicentine, che hanno per lui un fascino strano ed un'attrattiva irresistibile. Egli ha dimostrato come la natura sia un meraviglioso libro aperto e come basti sapervi leggere dentro per provare i più squisiti godimenti intellettuali. Ed accanto all'esaltazione della natura, il vero segreto della sua arte, vanno collocate le sue molteplici fisionomie di erudito, di scienziato, di educatore, di scrittore, di mente poliedrica e geniale

Paolo Lioy fu naturalista, scienziato, scrittore e poeta. Nacque a Vicenza nel 1834 dal nobile Leopoldo e da Teresa dei marchesi Bonfornello Stazzone. A Vicenza i Lioy erano giunti nella seconda metà del 1700 provenienti da Terlizzi,piccola città in terra di Bari, dove la famiglia, arrivata in Italia forse al seguito dei Normanni, risiedeva da secoli. Il padre Leopoldo, proprietario terriero, amante della natura e dell’agricoltura, possedeva una ricca biblioteca; la madre Teresa, donna di vasta cultura, si dedicava, oltre alla cura della famiglia, alla traduzione di opere e di drammi di autori tedeschi.

Paolo Lioy a dieci anni scriveva poesie, novelle, romanzi; ebbe come insegnanti illustri uomini di spicco del ‘48 vicentino e sin da giovane dimostrava particolare inclinazione verso le scienze naturali; nel 1853 svolse un accurato lavoro di riordino delle collezioni che costituiranno poi la sezione di storia naturale del Museo Civico di Vicenza. Frequentò a Padova la facoltà di giurisprudenza; più che applicarsi allo studio delle leggi, si dedicava all’approfondimento delle scienze naturali e frequentava i salotti di importanti personaggi di cultura e di scienza, che lasceranno una profonda traccia sulla sua formazione letteraria e scientifica e con i quali svolse anche una intensa propaganda politica a favore dell’unità d’Italia. Non giungerà al dottorato, ma in compenso, nel 1855 pubblica a Padova il suo primo libro sullo studio della storia naturale; scrive inoltre su giornali e settimanali articoli di divulgazione scientifica e di critica letteraria.

Nel 1857 sposa Giulia de Beaumont, figlia di un ufficiale dell’esercito borbonico, nativa di Napoli, ma allevata e cresciuta a Palermo dagli zii marchesi de Gregorio, sin da quando, all’età di due anni restò orfana della madre. Nel 1859 pubblica "La vita nell'universo", opera che gli procura ammirazione e riconoscimenti da parte di Atenei e di Accademie italiane ed estere e che venne tradotta anche in francese. Negli anni ‘60 intensifica le sue collaborazioni letterarie con diversi editori, pubblicando numerosi libri e racconti; la prima di questo ciclo di opere è Escursione nel cielo, del 1864. Nel 1862 diviene Segretario dell’Accademia Olimpica di Vicenza, carica che manterrà fino al 1869, dedicandosi in particolare alla diffusione della cultura tra gli operai e alla creazione di scuole serali gratuite.

Nel 1864, affascinato dalla notizia di ritrovamenti di insediamenti preistorici presso località lacustri svizzere e tedesche, intraprende esplorazioni e scavi sui colli Berici e nelle valli di Fimon con importanti ritrovamenti, oggetto poi di vari scritti scientifici, tradotti anche in tedesco ed in inglese, culminati con la pubblicazione "Le abitazioni lacustri di Fimon" (1876). Nel 1865, le ricerche paleontologiche effettuate a Bolca portano alla luce uno scheletro di un meraviglioso esemplare di coccodrillo fossile, trasportato poi al Museo di Vicenza. L’anno dell’annessione all’Italia delle terre venete (1866) è denso di impegni politici anche per Paolo Lioy; per il suo stampo dichiaratamente antiasburgico e in particolare per aver fatto pervenire informazioni ed aiuti alle camicie rosse di Garibaldi, la polizia austriaca perquisisce la sua abitazione e lo diffida a lasciare Vicenza entro 12 ore.

Rientrato, Lioy fu eletto una prima volta Deputato al Parlamento nazionale, rimanendo peraltro in carica solo pochi mesi. Fu consigliere comunale dal 1866 al 1902 e consigliere provinciale dal 1867 al 1905. Malgrado l’intensa attività nel mondo della scuola e gli incarichi affidatigli dal Ministero di effettuare ispezioni scolastiche anche in Sicilia, trova il tempo di pubblicare due opere scientifiche quali "Escursione sotterra" (1868) e "Spiritismo e magnetismo" (1869). Nel 1870 ritorna alla Camera che lo vedrà Deputato per sei consecutive legislature. La sua attività di scrittore e scienziato non si arresta: nel 1871 pubblica "Chi dura vince" e l’anno successivo "Racconti, Ciarle letterarie", nonché altri lavori di natura scientifica, tra i quali spicca "Conferenze scientifiche". E’ del 1874 il suo libro Elettori e deputati, nel quale affronta il tema della scelta dei più adatti, immaginando il mondo come un fatto biologico.

Nel 1880 pubblica una nuova opera naturalistica "In montagna" con i tipi di Zanichelli, che verrà poi in parte tradotta in tedesco e pubblicata a Lipsia. Interessante ed autoironico è "Il primo passo nella colpa", uno scritto autobiografico edito nel 1882. Nel 1883 raccoglie le novelle scritte sino ad allora in un volume dal titolo "Altri tempi", cui seguono tre opere di analisi dei fenomeni naturali, intitolate rispettivamente "Notte", "Sui laghi" e "Nell'ombra". Nel 1888, dopo 18 anni di attiva ed intensa vita parlamentare, per motivi di ordine familiare, presenta le dimissioni e a dicembre riprende il suo posto di Provveditore. Dal 1885 al 1890 ricopre la carica di Presidente nazionale del C.A.I., succedendo a Quintino Sella; in questo periodo i suoi scritti riguardano le montagne e l’ambiente alpino; pubblica dapprima "In alto" (1889) e quindi "Alpinismo" (1890).

Nel 1892 in "Spiriti del pensiero", prende lo spunto della presenza di grandi personaggi nella memoria per cogliere i profondi segreti della vita umana. Negli stessi anni scrive anche alcuni piacevoli saggi sul folclore e sulle tradizioni popolari; inoltre, per i tipi della Hoepli, il manuale "Ditteri italiani" (1895). Nel nuovo secolo pubblica ulteriori importanti ed apprezzate opere, quali "Piccolo mondo ignoto", "Storia naturale in campagna", "Rimembranze giovanili", "Il libro della notte" e "Apparizioni e ricordi". Il poeta della scienza, come i contemporanei amano definirlo, muore il 27 gennaio 1911, nella sua villa di campagna a Vancimuglio, presso Vicenza.



Paolo Lioy




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