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Neri Pozza
(Vicenza 1912 - 1988) fondò nel 1946 la prestigiosa casa editrice che tuttora porta il suo nome e svolse un'intensa attività di scultore, incisore, poeta e narratore.Nell'82 l'Università di Venezia gli conferì la laurea in lettere honoris causa.
Ha pubblicato: Processo per eresia (Premio Selezione Campiello, 1970), La putina greca (1972), Comedia familiare (1975), Tiziano (1976), Le storie veneziane (1977), Una città per la vita (1979), Le luci della peste (1982), Vita di Antonio, il Santo di Padova (1984), Personaggi e interpreti (Premio Settembrini, 1985), l'ultimo della classe (Premio Selezione Campiello, 1986), Il pidocchio di ferro (1988). Postumi sono usciti: Gli anni ideali e la raccolta completa delle sue Poesie. Ha anche collaborato presso diversi quotidiani e riviste.
Personalità eclettica dal carattere talvolta irriverente, Neri Pozza è figura ben nota per la sua multiforme attività di scultore e incisore, scrittore e poeta, editore. Alla sua prima attività artistica, che ha inizio nel 1933 come scultore, seguendo l'esempio e gli insegnamenti del padre, si lega l'ampia produzione di figure, gruppi, e testine modellate nella creta o fuse nel bronzo, opere nelle quali è palese il richiamo ad Arturo Martini e a Marino Marini, i due maestri della scultura del Novecento che Neri Pozza, per sua stessa esplicita ammissione, aveva assunto a modello. Solo a partire dal 1951, dopo aver abbandonato la
scultura, disciplina alla quale saltuariamente tornerà a dedicarsi nel corso degli anni, Pozza si rivolgerà totalmente all'incisione assumendo la città di Vicenza come motivo ispiratore delle sue creazioni.
Da questo momento, sempre più numerose sono le mostre personali che si susseguono in Italia e all'estero, senza dimenticare, inoltre, le partecipazioni alle Biennali di Venezia del 1952 e del 1958, alla VI Quadriennale di Roma del 1952 e alle Biennali veneziane della grafica tenutesi tra il 1955 e il 1965. Grazie alle sue varie esperienze creative e a vaste frequentazioni, Neri Pozza acquisisce negli anni una profonda ed estesa conoscenza del mondo dell'arte che lo portò a collaborare, in veste di critico, a riviste e giornali, quali La Stampa, Il Mondo e la Fiera Letteraria.
Ma il suo merito come editore è stato anche quello di aver rivestito un ruolo di rilievo nel promuovere la conoscenza e lo studio del patrimonio culturale e artistico veneto: ne sono esempio i testi dedicati a Padova, Vicenza e Venezia, i volumi della Storia della cultura veneta, i volumi de Le opere di Andrea Palladio o la collana "Saggi e studi di storia dell'arte", fino alle numerose pubblicazioni e alle collane edite per la Fondazione Giorgio Cini.
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