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Vincenzo Scamozzi
Nato a Vicenza il 2 settembre 1548, Vincenzo Scamozzi fu uno dei
più grandi personaggi delle arti mai espressi dalla città di Vicenza. Toccò infatti a lui, dopo la morte del sommo architetto Andrea Palladio, raccoglierne la pesante eredità, completandone in parte e proseguendono l'opera. Dopo una prima educazione ricevuta a Vicenza dal padre Giandomenico, culturalmente legato a Sebastiano Serlio, nel 1572 si stabilì a Venezia, dove studiò il trattato di Vitruvio nell’interpretazione di Daniele Barbaro e di Andrea Palladio, deducendone un linguaggio architettonico del tutto personale che si valeva di principi metodologici basati su ragione e scienza. Sui suoi principi architettonici egli scrisse un trattato, Dell’idea di architettura universale, (Venezia1591-1615).
Progettò a Vicenza il Palazzo Godi (1569), molto alterato nell’esecuzione postuma, Villa Verlato a Villaverla (VI) (1574), costruì a Lonigo (VI) la Villa detta Rocca Pisana (1576) e a Vicenza Palazzo Trissino (1577-79). Ripresa l’attività a Venezia, costruì, continuando la libreria di S. Marco, iniziata da Sansovino, le Procuratie Nuove (1582-85 fino alla decima arcata) e, dopo la morte di Palladio, condusse a compimento a Vicenza il Teatro Olimpico, di cui realizzò anche l’apparato scenico seguendo i principi di Sebastiano Serlio e che ebbe un seguito nella progettazione del teatro di Sabbioneta (1588-1590). Dello stesso periodo sono due progetti per il Ponte di Rialto a Venezia (1588), mentre intorno al 1606 fornì i disegni per il duomo e il palazzo arcivescovile di Salisburgo. La sua tarda attività si svolse ancora a Venezia, a Castelfranco e a Bergamo. Vincenzo Scamozzi morì a Venezia nel 1616.
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