La cucina vicentina affonda le sue radici in un contesto ricco di antichi sapori e grandi tradizioni,
con
una varietà e una ricchezza che abbraccia tutti gli aspetti del buon gusto culinario.
Dalla celeberrima
"poenta e baccalà" ai
"bigoli co l'arna",
dai
"risi e bisi" alle tradizionali
"paste e fasoi", l' offerta vicentina
in tema di gastronomia non delude il buongustaio o il turista in visita in città. E in provincia
la scelta è altrettanto ricca, dagli asparagi di Bassano ai pregiati formaggi di Asiago.
Non cè dubbio, tuttavia, che Vicenza sia conosciuta in ogni luogo, a livello culinario,
soprattutto per quella derivazione tutta nostrana dello stoccafisso norvegese, che a queste latitudini
ha assunto il nome di
baccalà, ovviamente
"alla vicentina". E a dispetto
di quanti credono che la tradizione del baccalà sia troppo popolare e per nulla raffinata, basti
ricordare le parole di uno scrittore famoso come Guido Piovene, il quale tempo addietro vantava tutte
le qualità di questa pietanza fiera e degna di una civiltà raffinata, affermando che
essa non aveva nulla da invidiare alle altre cucine internazionali, quella francese in primis. Ma la
cucina vicentina non è soltanto baccalà, e le si farebbe un torto a crederlo.
Il
Prosciutto e la Sopressa
C'è un altro prodotto estremamente gustoso e legato alle più antiche tradizioni: il prosciutto.Un
alimento estremamente ricco di proprietà nutritive ma anche autentica tentazione delle mille
irresistibili sfumature di profumo, conosciute ed apprezzate fin dall'antichità. La sua produzione
si è sviluppata particolarmente nella zona del basso vicentino: famoso e gustosissimo è quello
della
Val Liona, a Sossano. Gli insaccati hanno anche una buona diffusione, soprattutto la soppressa,
prodotto di grande qualità artigianale. Questo salume dallimpasto morbido, ottenuto dalla
macinatura a caldo, equilibrato nelle sue componenti grasse e magre, asciugato e stagionato, privo
di conservanti, usa come in gradienti solo pepe, sale e salnitro, oltre alle carni del maiale.
L'
Altopiano e le sue specialità
LAltopiano di Asiago è noto per i suoi formaggi, prodotti non solo nei caseifici ma
anche, e qui risiede parte del loro pregio, nelle tante malghe tipiche delleconomia agricola
alpina. Molte le qualità, tutte degne di menzione: dall
Asiago fresco a quello dallevo,
vecchio o stravecchio, dallAsiago di Enego alla Dolcezza, dal Panarone alle ricotte e alle caciotte.
Ma lAltopiano produce anche altre prelibatezze: la patata di Rotzo e il sedano di Rubbio, una
frazione di Conco, si aggiungono ai molti salumi e insaccati, allottimo miele e ai funghi, per
terminare con i vari distillati, amari, Kranebet e Kumetto.
I
Piselli di Lumignano
Lungo la Riviera Berica, pochi chilometri a sud di Vicenza, c'è una località chiamata
Lumignano, nel comune di Longare, nota per la coltivazione dei piselli. A introdurla furono i monaci
Benedettini intorno all'anno Mille, convinti che in quel luogo avrebbe trovato il suo habitat ideale.
Nei secoli, l'abilità dei coltivatori ha saputo trasformare l'antica usanza in una moderna arte
dai sapori prelibati. Per celebrare questi sapori ogni anno si tiene la
Festa dei Bisi, nella
seconda metà di maggio.
L'Olio
d'oliva
Per strano che possa sembrare a queste latitudini, il vicentino offre anche una discreta produzione
di olio doliva: nella zona di Pove del Grappa a nord della provincia e in quella dei
Colli
Berici a sud, tra Nanto, Castegnero, Mossano e Barbarano, esiste la coltura dellolivo, favorita
anche dallesposizione al sole e dalla scarsa diffusione dei parassiti della pianta. Il prodotto è sano
e a bassa acidità, di qualità eccellente e reperibile, anche se non in grandi quantitativi,
presso le numerose aziende agrituristiche della zona.
Il
Tartufo Nero
Vicenza ha anche il suo tartufo, il Tartufo Nero nero dei
Colli Berici, che contribuisce
a insaporire molti piatti tipici. Simili alle patate, in realtà sono funghi ipogei, organismi
che stanno sotto terra. Nei Colli Berici si trovano quattro specie di tartufo nero: il
"pregiato",
lo
"scorzone", il tipo
"d'inverno" e quello
"ordinario". La zona d'elezione è quella
di Nanto, che in luglio dedica a questo frutto dei Colli con una festa, occasione da non perdere per
apprezzarne gli usi gastronomici.
Le
Ciliegie
A questi rossi e gustosisimi frutti della buona terra vicentina dedichiamo ampio spazio in altre sezioni.
Qui ricordiamo solo che nella zona attorno a
Marostica e nella vicina Mason, oltre che nella
valle del Chiampo e lungo la Riviera Berica, prosperano le saporite ciliegie vicentine, con le tante
varietà, tra cui Bella di Pistoia, Bella di Bramante, Sandra, Cenerina e Romana.
Gli
Asparagi
Altro prodotto celebre della terra vicentina è lasparago bianco di
Bassano, che
la leggenda vorrebbe essere stato introdotto da S.Antonio da Padova, che se ne servì per tenere
buono il tiranno Ezzelino. Si raccoglie prima che spunti da terra e prenda colore, nel qual caso ha
minor pregio, ha un sapore delicato e proprietà diuretiche, depurative e vitaminiche.
Il
Riso
Il riso è un altro pezzo forte della cucina vicentina: oltre al piatto tradizionale già ricordato
con i piselli, il riso va a nozze anche con gli spinaci, con le verze e con la salsiccia, senza dimenticare
che a pochi chilometri dalla città, a
Grumolo delle Abradesse, esiste una pregevole tradizione
di coltivazione della specialità Vialone Nano, mentre proprio nella Riviera Berica, a Lumignano,
e sui Colli Berici, a Grancona e Orgiano in Val Liona, cresce una delle migliori varietà del
legume verde.
Cibi
e Stagioni
Le campagne beriche regalano frutti della terra di grande pregio, che vengono usati come base per la
creazione di piatti degni di attenzione e, ovviamente, di assaggioE la stagionalità una
delle chiavi di lettura per apprezzare al meglio la cucina vicentina: una volta era in uso un calendario
che ricordava, mese per mese, il menù ideale in base ai prodotti della terra. E così febbraio è il
mese del
"capon alla canevara", marzo quello del capretto e aprile quello degli asparagi.
A maggio, oltre alle ciliegie di Marostica, sarà bene assaggiare un buon piatto di
"risi
e bisi", mentre a giugno non si può rinunciare alla soppressa delle valli, e a luglio
ai
"marsoni" della Valdastico. Ad agosto si cucinano i colombi torresani, a settembre
la famosissima
"poenta e osei", a ottobre è il tempo dei
"bigoi co
larna", a novembre la tacchina col melograno e le chiocciole con i funghi.