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Il vicentino è una terra da assaporare, unendo il gusto della tradizione alla scoperta
dei bei paesaggi. Secondo una leggenda, divenuta nel corso degli anni una specie di ritornello quasi
canzonatorio, i vicentini sarebbero stati in passato "magnagati", vale a dire carnivori
a spese dei piccoli felini, così diffusi nelle nostre città e campagne. Erano stati gli
abitanti delle altre città venete a coniare l'ingiuriosa definizione rivolta ai vicentini con
fare ironico e a volte malevolo, ma in realtà, stando ai dati storici, risulta che i vicentini
siano stati mangiatori di gatti nè più nè meno che tutti gli altri appartenenti
ai ceti popolari di ogni città, visto che, in caso di penuria di cibo, si trattava di un'usanza
piuttosto diffusa per sfamarsi.
Ma, gatti a parte, di una cosa i vicentini possono andare fieri: il celeberrimo baccalà,
detto anche "alla vicentina", per ribadirne l'inconfondibile provenienza, è forse
il suo piatto tipico più conosciuto nel mondo. Del baccalà, per la cui diffusione è stata
creata addirittura una Venerabile Confraternita, esiste ovviamente un vero e proprio Itinerario,
come di ogni pietanza che si rispetti, un giro gastronomico, che volendo può diventare anche
turistico, unendo l'utile al dilettevole. Quali i luoghi "culto" per la degustazione.
In città si può mangiare al ristorante Da Remo, e nella cintura urbana alla Nogarazza
di Arcugnano oppure al Leoncino o al Monterosso, entrambi in comune di Altavilla.
A Sandrigo, sede storica della Confraternita, si va da Palmerino, oppure alla Antica Trattoria
Due Spade, mentre proseguendo verso Bassano del Grappa, si fa sosta a Marostica a La Rosina, e arrivati
nella città degli alpini visita d'obbligo al ristorante Cardellino. In collina, a San Giorgio
in Perlena, vale la pena di mangiarlo alla trattoria Pedrocchi, mentre dalla parti di Thiene, a Zugliano
per l'esattezza, al ristorante La Vecchia Latteria.
Un altro Itinerario dedicato al pesce, la trota, fa conoscere una terra di grandi suggestioni. La strada
della trota attraversa le due valli prealpine dell'Astico e del Posina, luoghi di straordinaria
bellezza per chi ama la natura, con pendii boschivi e contrade arroccate in posizioni caratteristiche.
E' un connubio ideale e a misura d'uomo tra l'esigenza di una riscoperta della natura e l'ospitalità tipica
della gente che vivono in questi luoghi ancora quasi totalmente incontaminati. Sono parecchi i ristoranti
e le trattorie specializzate nella gastronomia ittica: Alla Fortuna ad Arsiero, Al Garibaldino e All'Alpino
a Posina, Al Soglio e Da Nando a Valdastico, Alla Campagnola a Seghe di Velo D'Astico e Alla Posta
a Tonezza del Cimone.
Un itinerario che fa incontrare in maniera perfetta i piaceri della tavola con l'amore per i grandi
spazi aperti è sicuramente quello che passa per l'Altopiano di Asiago. Una zona famosa
per i suoi formaggi, prodotti nei caseifici industriali ma anche nelle moltissime malghe disseminate
sui saliscendi del territorio, testimonianza indelebile dell'agricoltura e del paesaggio alpini. Chi
ama il formaggio troverà da queste parti il suo "paradiso": Asiago fresco,
d'Allevo, vecchio o stravecchio, Dolcezza, Panarone e tante altre specialità, un modo originale
per trascorrere una vacanza che gratifichi il palato, o una pausa dopo una passeggiata con gli sci
da fondo o ancora una camminata tra boschi e collinette.
L'Altopiano offre non solo formaggio ma tutta una serie di prodotti genuini che aiutano a riscoprire
i sapori della terra e riconciliano con il buon vivere. La patata di Rotzo, il sedano di Rubbio, i
tanti salumi e insaccati, i funghi che crescono rigogliosi e abbondanti nei dintorni, i gustosissimi
e nutrienti mieli e i distillati montani, un vero toccasana nei lunghi e freddi inverni.
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