| Prezioso ortaggio fresco disponibile nel periodo
invernale, ricco di sali minerali e vitamine offre grande versatilità per numerose ricette
gastronomiche e primi piatti tipici.
Il radicchio è caratteristico per gusto e consistenza particolari, lembo e nervature fogliari
croccanti, nervatura centrale carnosa; sapore dolce nei tipi precoci e delicato retrogusto amarognolo
nei tipi invernali.
La tavola contadina ne faceva uso tutto l'anno.
Nella bella stagione si consumavano i radicchi da taglio, crudi in insalata, anche se amarognoli e un
po' duri, oppure lessati e passati in tegame con un po' di pancetta. Altri, seminati in estate, erano
consumati dall'autunno alla primavera come "zermoi".
Per resistere al freddo si coprivano le "vanese" degli orti di foglie secche o trapiantati
in cassette e portati a maturazione al calore di una stalla.
IL RADICCHIO BIANCO NOSTRANO DI BASSANO
La coltivazione si estende nei comuni di Bassano del Grappa, Rosà, Cassola, Marostica, Romano
d'Ezzelino, Tezze sul Brenta. Inizialmente la pianta presenta foglie completamente verdi, con nervatura
principale poco accentuata.
Per diventare poi grandi, a superficie ondulata, rotondeggianti a margine frastagliato. All'approssimarsi
dell'inverno si manifestano maculature di colore rosso o viola che si mantengono tali fino alla raccolta.
Dopo la forzatura le foglie centrali si accrescono e il colore di fondo vira dal verde al bianco crema.
Le variegature assumono toni dal viola chiaro al rosso violaceo al rosso vivo. Si presenta tenero e croccante
allo stesso tempo, dal gusto particolarmente delicato.
Destinato al consumo prevalentemente fresco in insalate.
IL RADICCHIO ROSSO AD ASIGLIANO
Differente rispetto ad altri tipi di radicchio veneti per la forma intermedia fra il cespo "allungato" del
Radicchio Rosso di Treviso e la forma a "palla" del Radicchio Rosso di Chioggia. Nel vicentino è coltivato
prevalentemente nei Comuni di Asigliano Veneto, Pojana Maggiore, Noventa Vicentina, Sossano e Orgiano.
Il radicchio rosso è una cicoria e dunque uno stretto parente della pianta spontanea che allieta
i cigli delle strade e gli incolti con l'azzurro intenso dei suoi fiori, simili a piccoli astri. Pianta
di poco conto, si direbbe, ma sbagliando perché per secoli, in tutta Europa, le sue foglie sono
state considerate pregiate come verdura e foraggio e le sue radici carnose venivano seccate, tostate
e macinate per utilizzarle come surrogato del caffè.
Quanto alla varietà a foglia rossa, gli esperti ritengono che sia di lontana origine orientale,
introdotta dalla Repubblica di Venezia nel '400 e dal secolo successivo intensamente coltivata, specialmente
nel Trevigiano. Ha proprietà diuretiche e depurative e trova indicazione anche nei casi di demineralizzazione,
stipsi, anemia, diabete, iperuricemia e insonnia.
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