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E' uno dei vini più pregiati prodotti
nel vicentino, e più precisamente in una delle aree DOC della provincia, quella di Breganze,
famosa in tutta Italia per i suoi molti vini DOC. E' un tipico vino da dessert, con una gradazione
di 13 - 14, che si presenta in un colore giallo oro e un odore con punte di dolce su una base armonica
e vellutata. Come per ogni prodotto pregiato che si rispetti, anche per il Torcolato DOC di Breganze,
gli esperti si disputano l'origine etimologica del termine. Secondo alcuni di essi il nome deriverebbe
dal verbo torcolare, cioè spremere con il torchio.
Secondo altri invece, lo stesso verbo sarebbe inteso come abbreviazione di "intorcolare", intrecciare
lo spago usato per confezionare i rossoli da appendere alle travi, in modo che l'uva non si tocchi
e riceva il massimo della ventilazione. E' un tradizionale vino passito ottenuto dalla pigiatura
di uve lasciate appassire nei primi mesi invernali con i grappoli annodati, che si chiamano proprio
torcolati in dialetto, e legati ad una corda che viene appesa in ambienti ben aereati. Le uve usate
sono per lo più provenienti dai tipi Vespaiolo, Tocai e Pedevendo.
La caratteristica del Torcolato DOC di Breganze è l'invecchiamento. Il vino infatti
viene invecchiato da un periodo minimo di un anno e mezzo fino a quattro anni in botti o in barrique
e poi viene imbottigliato. Si presenta nel suo tipico colore giallo oro e il suo aroma ricorda l'uva
passita ed il miele.Il sapore punta decisamente sui toni dolci, mantenendosi sempre entro limiti
armonici e vellutati. Con una gradazione alcoolica minima che raggiunge i 13 - 14, il Torcolato è un
tipico vino da dessert, che può fregiarsi anche della qualifica di Riserva.
Nella tradizione vicentina, il Torcolato vanta leggende e dicerie che ne fanno un vero e proprio
nettare divino, capace di fortificare il corpo e lo spirito. Secondo alcuni detti popolari, addirittura,
alle puerpere che dovevano allattare la prole, si usava somministrare di tanto in tanto un bicchierino
di torcolato come ricostituente, dopo le fatiche del parto e in vista del futuro impegno materno......
Nel 1995 il pregiato vino di Breganze ottenne il riconoscimento DOC e da allora il pubblico
lo apprezza e lo richiede sempre di più, per concludere nel migliore dei modi un pasto, magari
accompagnadone la degustazione con un prelibato dolce o dessert. Quello della torchiatura delle uve
vespaiole rappresenta un vero e proprio rito: a settembre si mettono ad appassire nei granai ventilati
oppure in locali adatti comunque ad accogliere il prodotto.
Durante questo processo le uve vengono appese a cadere dalle travi, oppure messe a riposare in cassette
che una volta erano di legno, mentre ora sono prevalentemente di plastica, destinate a contenere
non più di due chilogrammi di materiale. Dopo un paio di mesi di fermentazione e un paio d'anni
di riposo nelle botti di rovere, il succo di queste uve diventa un delizioso elisir, che vale la
pena di centellinare all'interno del palato, visto anche il suo prezzo non del tutto popolare. Il
dispositivo regolamentare della denominazione di origine controllata prevede, per il Torcolato di Breganze,
una percentuale minima dell'85% di uva Vespaiola, mentre per il restante 15% si può utilizzare
la provenienza Tocai o Champagne.
Per dare ulteriore prestigio e per garantire controllo e qualità sul prodotto finito, i produttori
del pregiato nettare si sono costituiti in Consorzio, e sono gli unici che possono ufficialmente
mettere in commercio l'autentico torcolato, quello con il marchio DOC. Per comprendere meglio l'importanza
del livello qualitativo è utile uno sguardo alla quantità prodotta, "appena" 500
ettolitri all'anno. Il suo abbinamento migliore, come raccomandano gli esperti, è quello che
lo vede accompagnato a dolci secchi, ma il torcolato non disdegna affatto la compagnia dei formaggi
piccanti.
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