L’edificio barocco presenta esternamente tre prospetti su cui si aprono altrettanti ingressi
al Santuario. La loro decorazione scultorea fu affidata ai fratelli Marinali e bottega.
Prospetto orientale: sulla cornice del lu-notto poggiano le statue della Fede e della Speranza; il registro superiore presenta statue di santi particolarmente venerati a Vi-cenza (tra cui Leonzio, Carpoforo e Gaetano Thiene) e santi della tradizione (tra cui Antonio da Padova e Maria Maddalena); nel registro inferiore sono collocate quelle di S. Sebastiano, S. Vincenzo, S. Rocco e S. Filippo Benizi. Sopra il portale il gruppo scultoreo firmato da Orazio Marinali: la Madonna appare a Vincenza Pasini.
Prospetto settentrionale: in alto la Temperanza e la Giustizia, al centro statue di Profeti, in basso
S. Andrea, S. Pietro, S. Paolo e S. Matteo. Sopra il portale, sempre di Orazio
Marinali: Vincenza Pasini di fronte ai Deputati della città.
Prospetto occidentale: in alto Allegorie di virtù, al centro Eroine dell’Antico
Testamento, in basso S. Bartolomeo, S. Giovanni Evangelista, S. Carlo Borromeo
e S. Marco. Sopra il portale, di Orazio Marinali, Posa della prima pietra della
chiesa.
L’edificio barocco presenta esternamente tre prospetti su cui si aprono altrettanti
ingressi al Santuario. La loro decorazione scultorea fu affidata ai fratelli Marinali
e bottega.
Prospetto orientale: sulla cornice del lu-notto poggiano le statue della Fede e della Speranza; il registro superiore presenta statue di santi particolarmente venerati a Vi-cenza (tra cui Leonzio, Carpoforo e Gaetano Thiene) e santi della tradizione (tra cui Antonio da Padova e Maria Maddalena); nel registro inferiore sono collocate quelle di S. Sebastiano, S. Vincenzo, S. Rocco e S. Filippo Benizi. Sopra il portale il gruppo scultoreo firmato da Orazio Marinali: la Madonna appare a Vincenza Pasini.
Prospetto settentrionale: in alto la Temperanza e la Giustizia, al centro statue
di Profeti, in basso S. Andrea, S. Pietro, S. Paolo e S. Matteo. Sopra il portale,
sempre di Orazio Marinali: Vincenza Pasini di fronte ai Deputati della città.
Prospetto occidentale: in alto Allegorie di virtù, al centro Eroine dell’Antico
Testamento, in basso S. Bartolomeo, S. Giovanni Evangelista, S. Carlo Borromeo
e S. Marco. Sopra il portale, di Orazio Marinali, Posa della prima pietra della
chiesa.
Sacrestia: l’armadio principale ospita nello scomparto centrale l’affresco della Pietà di
Bartolomeo Montagna, strappato dal chiostro; lo stesso armadio e quelli di fronte
raccolgono alcune tarsie del coro originario, con figure geometriche, cornici e
una natura morta.
Penitenzieria: inaugurata nel 1972, opera dell’arch. Sergio Los, ha un ingresso autonomo; concepita per collocare i numerosi confessionali a disposizione dei fedeli che accedono al sacramento della penitenza, è stata arricchita di notevoli opere d’arte: l’affresco della Madonna del Magnificat di Battista da Vicenza (ca. 1375-1438), un importante Crocifisso ligneo del sec. XV, e, sopra l’altare, il gruppo scultoreo della Pietà,
opera di manifattura salisburghese, sempre del sec. XV, proveniente dalla chiesa
di S. Maria in Foro.
Refettorio antico: ospita oggi numerosi dipinti, in particolare conserva il capolavoro di Paolo Veronese, il Convito di
S. Gregorio Magno (1572). La scena, collocata sotto una loggia, rappresenta un
episodio della Vita di Papa Gregorio, che, solito ad invitare al suo convito i
poveri e i viandanti, avrebbe un giorno accolto anche Cristo nelle vesti di un
pellegrino, pronto a ricompensare tanta generosità con la promessa di una pace duratura. Oltre a questa tela, drammaticamente danneggiata nel corso dei secoli, ma fortunatamente restaurata, sono visibili, tra le altre: la Vergine tra i quattro evangelisti e Il Battesimo di Cristo di Alessandro Maganza (1566-1630). La sala ospita anche un’interessante
raccolta di fossili.
Chiostro: iniziato nella prima metà del sec. XV, nel 1476 si componeva già della loggia inferiore; oggi si presenta nella sua forma quadrangolare, con una serie di archi acuti, incorniciati da ghiere a torciglione, poggianti su colonne; al centro è visibile l’originale
vera da pozzo tardo-gotica.
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