| Pochi simboli riescono a irradiare quel senso di massima
regalità che emana una corona. Ma nel caso Corona
della Madonna di Monte Berico e dei gioielli di
corredo, la preziosità degli oggetti, pur di per sè
rilevante, passa decisamente in secondo piano rispetto
allo straordinario valore simbolico. La Corona è infatti
la testimonianza tangibile della devozione di un'intera
città nei confronti della Sua Protettrice. Questi importanti
esempi di alta gioielleria furono infatti creati alla
fine dell'800 da alcuni maestri orafi vicentini, capeggiati
da angelo marangoni che diedero forma compiuta ad una
serie di tante singole donazioni ed ex voto in onore
di Maria nel corso dei secoli.
Tra queste spicca ad esempio l'anello papale di Leone
XVIII, con la sua imponente ametista incastonata proprio
al centro della Corona, o la croce vescovile donata
alla Madonna dal vescovo Marco Zaguri nel 1810. Un autentico
tesoro, se si pensa che la sola Corona pesa più
di tre chilogrammi e conta mille fra perle e pietre
preziose! I maestri orafi dell'epoca si ispirarono
per l'occasione ai più validi tesori sacri vicentini
di fine '400, ma la loro opera segna a tutti gli effetti
l'inizio della moderna arte orafa vicentina che da allora
ha valicato i confini cittadini per estendersi a tutto
il mondo, dove Vicenza è riconosciuta ormai come
sinonimo di oreficeria. L'abilità dei maestri
diede vita alla Corona, al Pettorale e ad una coppia
di orecchini destinati ad adornare la statua della Madonna,
realizzata in pietra tenera dipinta.
Il Restauro
Un secolo di vita, con il suo inesorabile succedersi
di stagioni, fatto di infinite variazioni termiche,
sbalzi di umidità, piccoli e forti movimenti tellurici,
lascia il segno su tutto, gioielli compresi. Ed anche
il tesoro della Madonna di Monte Berico per quanto sacro,
presentava segni di grave decadimento. E proprio ad
opera della stessa gioielleria di Vicenza appartenuta
un tempo al "creatore" della Corona Angelo
Marangoni, successivamente passata nelle mani della
famiglia Soprana, veniva saggiamente deciso di provvedere
ad un accurato restauro, dietro stretta collaborazione
con i Padri Servi di Maria, custodi del Santuario e
del sacro tesoro.
Il lavoro, impegnativo ed estremamente delicato, offerto
quale segno di devozione nell'anno del Giubileo e rispetto
delle proprie tradizioni aziendali, veniva sapientemente
curato da Stefano Soprana e Giovenzio Posenato e si
traduceva in 20 giorni di lavoro, 150 saldature di pezzi
staccati, sostitizione di perle e pietre mancanti ed
un'accuratissima ripulitura generale. Tutte le fasi
del restauro e la storia della Corona sono raccontate
con dovizia di particolari in un prestigioso volume
per le Edizioni Cora di Arzignano.
La nuova Incoronazione
Nell'agosto 2000, anno giubilare dal grande significato
simbolico, ad un secolo esatto dalla prima incoronazione
della Statua della Madonna di Monte Berico, si è quindi
proceduto ad una nuova incoronazione con i gioielli
appena restaurati. La sera del 24 Agosto, con una cerimonia
sobria e riservata, le mani del Priore dei Servi
di Maria, Padre Giuseppe Zaupa, visibilmente emozionato
maperfetto nell'esecuzione, avevano l'onore di riposizionare
la Corona e i gioielli sulla Statua di Maria.
Il giorno successivo, ad un secolo esatto dalla cerimonia
originale, con una solenne messa davanti al Santuario
berico, alla presenza del vescovo di Vicenza Pietro Nonis
e di 15 vescovi delle diocesi del Triveneto, è
stato quindi celebrato ufficialmente il nuovo evento.
Una pagina di Storia "preziosa" per la città di
Vicenza ma anche per tutti i fedeli, che hanno fatto del
Santuario di Monte Berico una delle tappe di fede cristiana
più importanti del mondo.
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