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Oltre al Santuario di Monte Berico, simbolo religioso di un'intera comunità e del quale trattiamo
ampiamente nell'apposita sezione, Vicenza presenta un consistente numero di luoghi di culto in linea
con la sua tradizione religiosa. Innanzitutto il Duomo cittadino, situato nell'omonima
piazza, fu iniziato nel XIII secolo in stile gotico, ma subì nel tempo a venire numerosi rifacimenti.
Il Palladio contribuì parzialmente alla sua realizzazione, con la cupola e il portale a nord,
nel 1565. La facciata in marmo bianco e rosa è del 1467 ed è divisa quattro fasce.
L'interno della Cattedrale è a navata unica, con cappelle laterali ed ospita alcune opere
di notevole interesse: l'Adorazione dei Magi del Maffei, la Morte della Madonna del Veneziano e la Vergine
in trono con i Santi del Pittoni. Nella cripta sono conservati alcuni sarcofagi ed il famoso Parametro
Civran, un insieme di dodici tele che rappresentano il Trionfo del Mistero della Croce, realizzato
da sei artisti veneti del '600 e recentemente restaurato.
Una laterale di Corso Palladio, Contrà Santa Corona, è sede dell'omonima chiesa,
una delle più belle di Vicenza, risalente al XIII secolo. Questo tempio deve il suo nome ad un
reliquiario del XVI secolo che custodisce una spina della Croce di Cristo donata al Vescovo vicentino
Bartolomeo da Breganze. Fu iniziata nell'anno 1261 dai Domenicani, modificata duecento anni dopo e restaurata
alla fine dell'800. La chiesa possiede opere di pregevole fattura, tra le quali alcuni dipinti del Veronese
e del Maganza, una cappella del Palladio, un coro ligneo del XV secolo ed un altare barocco con pietre
e marmi policromi. Da visitare sono la cripta e la cappella Valmarana, anch'essa progettata dal Palladio.
La Chiesa di San Lorenzo, nell'omonima piazza che da su Corso Fogazzaro, fu costruita dai frati
Francescani Minori alla fine del XIII secolo a ridosso delle antiche mura. Assieme a Santa Corona, rappresenta
uno dei migliori esempi del gotico vicentino, il cui stile si può ammirare soprattutto nel portale,
commissionato dall'ambiente di Cangrande della Scala e realizzato in marmo di Chiampo e pietre vicentine.
All'interno si trovano tre navate gotiche, l'altare dei Poiana, il sarcofago di Guglielmo Pagello e numerose
opere di pittura e scultura, attribuite al Pittoni, al Montagna e al Carpioni.
Altri esempi del barocco in città si possono osservare nella facciata della chiesa di San Marco,
del 1756, e nella bellissima chiesa di Santa Maria in Araceli, opera del Guarini alla fine del '600,
mentre la chiesa di San Rocco, del 1485, è uno dei primi esempi rinascimentali vicentini, opera
di Lorenzo da Bologna. Quest'ultima fu eretta dai fedeli per chiedere la fine della pestilenza che colpì quell'anno
la città; il convento annesso fu invece usato come brefotrofio in età napoleonica e fino
al 1872 vi si potevano lasciare i neonati depositandoli in una ruota ancora oggi visibile.
Uno dei monumenti più rappresentativi del paleocristiano nell'Italia settentrionale è senza
dubbio la Basilica dei SS. Felice e Fortunato. Fu iniziata nel 313, ampliata nel V secolo, distrutta
nell'899 dagli Ungari e ricostruita alla fine del X secolo, sotto la custodia dei Benedettini. La Torre
ed il Battistero nuovo risalgono a quel periodo, mentre il campanile fu eretto dopo il terremoto del
1117. Al suo interno si trovano tracce di affreschi del V secolo, mosaici paleocristiani del VI secolo
ed un altare ricavato da un sarcofago di età romana.
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