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Una promozione dalla B alla A, poi un campionato indimenticabile, cominciato male, ma poi subito raddrizzato,
fino ad un secondo posto memorabile, alle spalle della sola Juventus.
Era il Real Vicenza di Paolo
Rossi e del Presidente Giussy Farina, una squadra che incantò un'intera città e che
diede spettacolo in tutta Italia. E' una calda domenica di giugno del 1977, il 19, e per la storia
calcistica vicentina è destinata ad essere una data fatidica, di quelle che non si dimenticano.
I biancorossi, che hanno dominato il campionato di serie B, sono impegnati in trasferta a Como per
l'ultima partita, quella che sancirà la risalita in serie A, da primi della classe.
La tifoseria si è spostata in massa per seguire la squadra in riva al Lario: segna Salvi e il
Vicenza è in vantaggio, poi pareggia il Como, fissando il punteggio finale sull'1 a 1. Una bottiglietta
scagliata dalle gradinate, però, regalerà ai biancorossi la vittoria a tavolino. In città si
scatena il pandemonio, cortei e processioni di tifosi festanti trasformano per una notte la tranquilla
città in una bolgia infernale: il Vicenza ha vinto il campionato di B (non accadeva dal lontano
1955, e non accadrà più fino alla stagione 1999/2000), è promossa in A e il suo
profeta è un ragazzino toscano di nome Paolo Rossi, sul quale tutti i grandi clubs cominciano
a mettere gli occhi. E' nato un mito biancorosso, e si chiama Real Vicenza.
Il Presidente del miracolo biancorosso è Giussy Farina, il quale, orgoglioso, proclama
di fronte alle telecamere sportive che il gioiellino Rossi resterà a Vicenza anche per la prossima
stagione in A. Contemporaneamente Farina annuncia il suo addio alla presidenza della squadra, ma poi,
vista la mancanza di successori validi, e l'avvicinarsi di un campionato impegnativo, ci ripensa e resta
al suo posto, confermando l'allenatore del trionfo in serie B, Fabbri, e l'ossatura di base della squadra.
L'avvio in campionato è stentato, e la società ricorre al mercato d'autunno: arrivano Cerilli
e Guidetti, e per una magica alchimia le cose cambiano dal giorno alla notte.
Il Vicenza comincia a macinare gioco e spettacolo, goal e risultati in serie. La svolta è a Bergamo,
dove i biancorossi vincono alla grande per 4 a 2, con doppiette di Rossi e Guidetti: è l'inizio
dell'ascesa vertiginosa! Nel giro di un solo mese, il Vicenza sale dal penultimo al quarto posto in classifica,
dà spettacolo su tutti i campi, riceve elogi a non finire, batte le grandi del calcio italiano
sul loro campo, e si prepara a vivere la sua stagione magica. I risultati, sempre più entusiasmanti,
arrivano in serie, e il Vicenza comincia a far paura persino alla capolista Juventus, mettendone a rischio
la leadership in campionato.
E' la stagione più bella anche per Paolo Rossi: la città stravede per il suo campione,
che diventerà capocannoniere del campionato con un bottino record di 24 reti all'attivo. A poche
domeniche dal termine però, il sogno biancorosso, forse troppo bello per essere vero, si infrange
sul terreno verde del Bologna: sul 2 a 2 a pochi minuti dalla fine la squadra emiliana, che sta lottando
per la salvezza, segna il terzo goal e i biancorossi escono sconfitti.
Seguono tre vittorie contro Genoa, Napoli e Perugia, ma intanto la Juventus è irraggiungibile,
e si prepara a festeggiare il suo 18° scudetto proprio nell'ultima partita a Torino contro
la formazione vicentina. Consci di aver disputato comunque una stagione strepitosa e irripetibile, i
biancorossi vanno a Torino per fare bella figura e per meritare il secondo posto davanti ad una platea
prestigiosa. Finisce 3 a 2 per i torinesi, ma il Vicenza esce a testa alta, sicuro di tornare a casa
tra gli applausi.
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