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Il Baccalà alla Vicentina

La tradizione culinaria vicentina è indissolubilmente legata al suo piatto tipico più conosciuto: il Baccalà. Si tratta di un pesce che proviene dal freddo nord, ma nella tradizione gastronomica italiana e’ sinonimo di vicenza. Stiamo parlando della prelibata e succulenta pietanza nota in tutto il mondo, e per la quale è stata creata addirittura una apposita Venerabile Confraternita.

Sarà per i motivi che tutti conoscono, sarà perchè ormai questo piatto è diventato il vero simbolo della “Vicentinità” nel mondo, sta di fatto che il baccalà (o meglio bacalà con una c sola...) ha conquistato di recente gli onori delle cronache nazionali e tutti ne parlano. Non solo, ad esso è stato tributato il più alto degli onori: la creazione di una Confraternita, formata da illustri rappresentanti della città, capeggiati dal noto Virgilio Scapin, vicentino Doc nonchè noto uomo di cultura, qui nelle vesti di Venerabile Priore.

Il quale, un po' per scherzo e un po' sul serio, parla di una sorta di “guerra del baccalà” tra la città berica e la Venezia del Mantecato, che sarebbe poi il rivale del pregiato piatto vicentino. Questa “disfida del baccalà” a colpi di.....stoccafisso, dai toni vagamente antichi che richiamano ben altre e storicamente più importanti dispute, sta divertendo non solo Vicenza, ma un po' tutta l'Italia. Prova ne sia il divertentissimo Inno del Baccalà, composto appositamente dai vicentini “magnagati” e dedicato ai loro avversari veneziani, col titolo assai provocatorio di “Pipa qua, pipa là”.......

E siccome Scapin è uomo di mondo, fine e intelligente letterato e osservatore delle cose, non poteva che affermare con impeto campanilistico: “Quel fiol d'un can de fast food”...in riferimento al moderno modo di mangiare, che è l'esatto contrario della tradizione coi suoi tempi lunghi e attenti, necessari per cucinare i piatti tipici locali. “Liberaci, o Signore, dalla velocità, dalla rapidità e dalla celerità- prosegue Scapin- per tutti i secoli dei secoli, Amen”. Un inno non solo al Baccalà e alla tradizione, ma anche ad un modo di vivere più lento, più misurato, insomma più umano.

La risposta vicentina alla globalizzazione dei fast food ? Certamente. Quelli della Venerabile Confraternita, sembra la stiano prendendo molto seriamente. E in fondo al di là delle battute e degli scherzi, che è bene ci siano, lo spunto di riflessione sul modo di mangiare, e di vivere, è molto interessante e meritevole di attenzione. Buon appetito.....