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Madonna di Lonigo

Il Santuario della Madonna dei Miracoli di Lonigo sorge sul luogo dell’originaria chiesa detta di S. Pietro lomentese o in Lamentese. Le antiche origini di questa chiesetta si perdono nella leggenda, anche se è ipotizzabile che almeno dal X-XI secolo i monaci benedettini vi avessero costruito un monastero, visto il documento del 1177, in cui il papa Alessandro III ne confermava la dipendenza dall'abbazia di Santa Maria in Organo di Verona. Nei secoli successivi fu però ceduto in commenda e cadde in un rovinoso abbandono, durato fino alla fine del Quattrocento, quando un evento straordinario lo fece risorgere.
Era il primo maggio 1486, un’immagine della Vergine dipinta sulla parete sud della chiesa, dopo essere stata sfregiata e oltraggiata, si mosse, dal petto sgorgarono gocce di sangue, segnando l'inizio di un’attività taumaturgica che risvegliò il cuore dei fedeli (vedi Approfondimento tematico). Vi giunsero allora gli Olivetani, i benedettini bianchi riformatori dell’abbazia di S. Maria in Organo; vantando gli antichi sulla chiesa, essi ottennero di officiarla e di costruirvi il monastero. In poco più di trent’anni la trasformarono nel magnifico complesso che oggi vediamo, costruendo di fatto tre chiese: una votiva, con l’immagine taumaturgica, una perpendicolare che funge quasi da vestibolo e una terza ampia e decorata per le grandi celebrazioni, rese necessarie dal grande afflusso di fedeli che seguirono il verificarsi dei primi eventi miracolosi. I monaci rimasero presso il santuario fino al 1771 quando, dopo la soppressione decisa dalla Serenissima Repubblica, lo stabile fu venduto alla nobile famiglia Balbi-Valier. Divenne allora residenza estiva dei patrizi veneziani e la chiesa cadde in abbandono. Nel 1826, dietro insistenza dei fedeli, fu dotata di un cappellano e l’anno successivo poté riprendere le funzioni. Solo nel 1884 una sentenza della Corte di Venezia, che confermava quella del Tribunale di Vicenza del 1880, permise che il patrimonio della chiesa, così trascurato dai nobili Balbi, fosse posto sotto il controllo di una Fabbriceria. Tornarono allora le grandi celebrazioni e i pellegrinaggi dai paesi limitrofi e nel 1886 fu celebrato con grande onore il IV centenario del Miracolo. Sotto la guida di don Domenico Toffanin fu avviata un’imponente opera di restauro, e la chiesa della Madonna dei Miracoli riprese a pieno titolo la sua funzione di centro devozionale mariano.
Oggi la chiesa, eretta parrocchia nel 1955, è officiata dal clero diocesano; beneficiata di alcuni privilegi papali, celebra la festa annuale, per decreto della Santa Se-de, nella quarta domenica dopo Pasqua.