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Santa Maria dei Servi

Realizzata nel 1710, copre totalmente il fronte quattrocentesco; ha modanature e capitelli in pietra, mentre il resto è ad intonaco. L’ordine inferiore è diviso in tre parti da quattro pilastri ionici mentre quello superiore consta di un corpo centrale con timpano triangolare e volute ai lati. È adornata da nove statue eseguite da Angelo e Orazio Marinali e da Giovanni Calvi. Sul culmine: l’Addolorata, San Filippo Benizi e S. Giorgio, sulla cornice S. Giovanni Evangelista, il beato Gianangelo Porro, S. Alessio Falconeri e S. Matteo e in basso il beato Pellegrino Laziosi e S. Giuliana. Al centro della facciata si apre il portale realizzato da Giovanni di Giacomo da Porlezza intorno al 1531. L’opera, in pietra, è definita da Arslan “un nobile esempio di classicismo palladiano”, si compone di due colonne corinzie su cui poggia un timpano triangolare a incorniciare una porta centinata.
La costruzione dell’attuale chiesa fu iniziata dopo il 1404, anno in cui Vicenza passava sotto il dominio della Serenissima Repub-blica di Venezia.
Nel 1407 il Co-mune di Vicenza ordinava una so-lenne processione, da tenersi annualmente il giorno della Natività di Maria, alla chiesa
della Vergine Maria
della Misericordia, titolo presente in molti documenti assieme a quello di S. Maria in Foro e S. Maria della Vittoria. Quest’ultima dedicazione in particolare richiama origini più antiche, che retrodaterebbero la costruzione al 1314 quando Cangrande della Scala rivolse, con i vicentini, una supplica alla Vergine chiedendo e ottenendo la vittoria sui dominatori Padovani. Lo scioglimento del voto avrebbe determinato la costruzione di una prima chiesa. Pur mancando una documentazione certa, è possibile che all’inizio del sec. XV sul luogo di edificazione si trovasse un sacello trecentesco dedicato alla Madonna, fatto che spiegherebbe la scelta di costruirvi una chiesa anche se nell’area erano presenti ben due edifici sacri: S. Eulerio e S. Vincenzo. Inoltre la doppia fase costruttiva darebbe ragione della differenza stilistica del presbiterio e delle due campate orientali, con pilastri rotondi e in pietra, rispetto alle altre tre campate che poggiano su pilastri più esili e alternati da pietre e mattoni.
La fase quattrocentesca si lega al definitivo inserimento a Vicenza della comunità dei Servi di Maria; essi affidarono la direzione dei lavori a Giampietro Cirmisone, che nel 1425 ultimava la costruzione, completandola con gli ornamenti nel 1432-35. Per questi ampliamenti, legati anche alla costruzione del convento, furono sacrificati edifici già esistenti, anche di una certa importanza, come parte dell’attiguo palazzo dei nobili Ragona.
Nel l435 era priore del convento vicentino Anto-nino da Bitetto, particolarmente legato ai religiosi dell’Osservanza; egli fu investito dai rappresentanti del vescovo vicentino Francesco Malipiero e da quelli del Comune della chiesa e convento di Monte Berico. Da quel momento la comunità dell’Osservanza si trasferì nel nuovo convento e la chiesa di S. Maria in Foro rimase ai Servi Conventuali. Qui vissero fino al 1788, quando l’ordine subì la soppressione. Il Comune di Vicenza chiese allora che l’edificio fosse considerato di sua proprietà, adducendo il motivo leggendario della costruzione a spese cittadine fatta come ex-voto.
La domanda fu accolta dal Senato Vene-ziano, ma già nel 1797 S. Maria dei Servi subiva la sorte di altre chiese vicentine, diventando un magazzino militare delle truppe napoleoniche.
Nel 1810 tornò ad essere aperta al culto con il trasferimento della parrocchiali tà della chiesa di S. Michele, allora demolita (vedi Appro-fondimento Tematico). Oggi la chiesa è officiata dal clero diocesano.
Altare dell’Addolorata (sec. XVI), costruito per la famiglia Velo, dalla bottega di Tommaso da Lugano e Bernardino da Como. Presenta un paliotto scultoreo con un fregio dorato di rami d’acanto. Sul frontone si inserisce l’immagine del Padre Eterno, e, più in basso, quatto statue tra cui il Battista.
Al centro si erge la statua dell’Addolorata, posta sull’altare nella prima metà del sec. XIX.
Altare Muzano (sec. XVI), dedicato alla Vergine, della bottega degli Albanese, è in broccatello rosso veronese, pietra d’Istria e marmo. Incornicia la pala raffigurante la Sacra Famiglia dipinta nel 1965 da F. Bizzotto. La tela con lo stesso soggetto di Giambattista Maganza il Giovane (1577-1617) qui collocata nel 1889 è oggi conservata in sacrestia.
Sulla controfacciata è la tela raffigurante la Crocifissione e, più sopra, la vetrata con la Deposizione di Cristo, che sottolinea la figura della Madre Addolorata.